Dopo la giornata convulsa di ieri che, ad un certo punto, ha visto crearsi quasi una frattura (dovuta alle modalità di azione) tra il Forum Nazionale dei Mediatori e degli Organismi di Mediazione e alcuni esponenti del mondo della mediazione, partecipanti dello stesso forum, oggi é la giornata della riflessione volta soprattutto a ritrovare unità per il bene della diffusione di una cultura della mediazione e della conciliazione in Italia.

E’ bene ripassare gli avvenimenti. Il 24 ottobre 2012 la Corte Costituzionale diffondeva un comunicato stampa in cui informava dell’illegittimità, per eccesso di delega, del d.lgs 28/2010 sulla mediazione, per quanto riguarda la parte in cui prevede il carattere obbligatorio della mediazione stessa.

Si sono susseguite una serie di autorevoli interpretazioni, quasi tutte convergenti sul fatto che la Corte abbia semplicemente rilevato un vizio di forma (l’eccesso di delega) e non profili di incostituzionalità. Nulla di insanabile, quindi, anche se le motivazioni della sentenza non sono ancora pubblicate.

La mediazione obbligatoria é osteggiata da parte dell’avvocatura ma é ritenuta dal mondo della mediazione, un “male necessario”, almeno per un primo periodo, allo scopo di diffondere l’uso dei sistemi conciliativi extra giudiziali con beneficio per i cittadini in termini di tempo, economici e morali (la conciliazione spesso recupera i rapporti tra le parti).

Il Forum Nazionale degli Organismi di Mediazione e dei Mediatori Civili é nato l’estate scorsa su intuizione della dott.ssa Irene Gionfriddo coadiuvata da Giammario Battaglia, per dar voce ai professionisti del mondo della mediazione e organizzare una lobby in stile anglosassone a democrazia orizzontale.

Gli aderenti al Forum si riuniscono, con cadenza minimo mensile, a Roma presso la Camera dei Deputati per discutere di esperienze, proposte e problemi.

Per questo l’appuntamento del Forum dello scorso 31 ottobre era molto atteso proprio perché il comunicato della Corte aveva mandato nel panico centinaia di organismi di mediazione e migliaia di mediatori, preoccupati per la sorte dei loro forti investimenti nel settore, sia economici che umani.

In quella occasione la dott.ssa Irene Gionfriddo (foto), portavoce del Forum, annunciava che era stato presentato un emendamento “salva mediazione” alla legge di stabilità a firma degli On.li Carmelo Briguglio (FLI), Sabatino Aracu (PDL), Palomba e Di Giuseppe (IDV).
Nel corso dei lavori, si apprendeva , però, che altri emendamenti “salva mediazione” erano stati presentati:
– il prof. avv. Paolo Fuoco” informava di un emendamento presentato alla legge di stabilità dall’onorevole Pisicchio (Gruppo Misto);
– dai resoconti stenografici della Camera dei Deputati si veniva a conoscenza di altri emendamenti presentati alla legge di stabilità dagli onorevoli Osvaldo Napoli (PDL), Catone (Popolo e Territorio), Occhiuto (UDC).
– il sen. Stefano De Lillo del PDL informava, intervenendo nel corso del Forum di un emendamento presentato al Decreto sviluppo.
Quest’ultimo emendamento veniva commentato dal dott. Leonardo D’Urso, amministratore delegato di ADR Center.
(Vedasi video: IL FILM – III° Forum Nazionale degli Organismi di Mediazione e dei Mediatori Civili su http://www.facebook.com/photo.php?v=4164847330120).

Dal 31 ottobre al 12 novembre 2012, giorno in cui si è tenuta la giornata di mobilitazione nazionale degli Organismi di Mediazione e dei Mediatori Civili in Roma, davanti alla Camera dei Deputati, tutti gli emendamenti presentati alle legge di stabilità venivano dichiarati inammissibili.
Il Forum, preso atto da Assomediazione e da ADR Center, che restavano in piedi i seguenti emendamenti:
– l’emendamento Bruno – Castiglione (n.d.) successivamente dichiarato inammissibile.
– l’emendamento Ghigo, De Lillo, Nessa, D’Ambrosio Lettieri (37.0.26)
ne promuoveva la massima diffusione tra gli Organismi di Mediazione e dei Mediatori Civili.
Il 12 novembre 2012 il Forum Nazionale degli Organismi di Mediazione e dei Mediatori Civili teneva davanti la Camera dei Deputati una manifestazione di protesta per chiedere al Parlamento ed al Governo di salvare la “mediazione obbligatoria”.

In tale circostanza il Presidente della Camera, on.le Gianfranco Fini incontrava la dott.ssa Irene Gionfriddo e si dichiarava favorevole a sostenere la richiesta del Forum dei mediatori di salvare la “mediazione obbligatoria” e si faceva portavoce delle nostre istanze al Governo.

Il 13 novembre 2012 il Forum Nazionale degli Organismi di Mediazione e dei Mediatori Civili incontrava sia alcuni rappresentanti del Gruppo PD alla Commissione Giustizia della Camera, sia la Sen. Vicari (PDL).
Da tali incontri, emergeva non solo la volontà politica di buona parte del Parlamento di salvare la mediazione obbligatoria, ma anche di Confindustria, che sposava i seguenti emendamenti:
– D’Alia (16.0.1).
– Ghigo (16.0.2) .

Il 14 novembre il Forum preso atto che gli emendamenti 16.0.1 e 16.0.2 al decreto sviluppo avrebbero potuto trovare la convergenza non solo del Mondo ADR, ma anche degli imprenditori e della società civile ha chiesto ufficialmente al GOVERNO di dare “parere favorevole” a tali emendamenti.
Il risultato è stato che il Governo, nella persona del sottosegretario prof. avv. Salvatore Mazzamuto, si è espresso favorevolmente nei confronti dell’emendamento 16.0.1 e 16.0.2.
Vedasi le dichiarazioni rilasciate dal prof. avv. Salvatore Mazzauto al quotidiano “Il Sole 24 Ore del 15-11-2012“:
Il 15 novembre gli emendamenti Ghigo/D’Alia venivano dichiarati inizialmente inammissibili, ma grazie all’opera della Sen. Simona Vicari è stato possibile riammetterli.

Il 16 novembre l’OUA, alla notizia che gli emendamenti, sono stati riammessi ha minacciato 10 giorni di sciopero.
Un atto che il Forum giudica di intimidazione nei confronti del Governo e del Parlamento. Il Forum invita quindi l’OUA a rivedere la loro posizione a ad aprirsi al dialogo.
In caso contrario il Forum inviterà tutti gli Organismi di Mediazione ed i cittadini Italiani a scendere in Piazza per manifestare a favore della reintroduzione della mediazione obbligatoria, per chiedere al Parlamento ed al Governo di non farsi intimidire, e per dare assistenza gratuita a tutti quei cittadini innocenti colpiti da uno sciopero coorporativo incurante degli interessi della Nazione.

Non ci resta che attendere i prossimi sviluppi in Commissione.

Salvatore Primiceri

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