Abbiamo incontrato e intervistato il prof. Ivan Giordano, responsabile dell’istituto ICAF e organizzatore di “Conciliare Conviene”, Forum Nazionale dei Mediatori che si svolgerà a Milano, a Palazzo Isimbardi, lunedì 26 novembre. Ecco perché “Conciliare Conviene”…

Il Forum Nazionale dei Mediatori approda a Milano con il titolo “Conciliare Conviene”. Come nasce questa idea?

Il tessuto sociale ed imprenditoriale lombardo e milanese in particolare è caratterizzato da un forte pragmatismo. Nel bene e nel male è lontano dalle disquisizioni politiche e osserva con interesse l’utilità di uno strumento che, ormai da due anni, è a disposizione di tutti: la mediazione civile come modo di gestione delle controversie civili e commerciali fuori dalle aule giudiziarie. La mia personale esperienza di Responsabile dell’Organismo ICAF – Istituto di Conciliazione e Alta Formazione e dopo circa 120 procedimenti di mediazione gestiti nel ruolo di mediatore, posso sostenere con forza che “conciliare conviene”.

Quali sono le finalità?

Far conoscere l’istituto della mediazione civile a cittadini, imprese ed enti pubblici, e confrontarci con i colleghi mediatori e responsabili di organismi di mediazione su come gestire la comunicazione istituzionale non per portare lavoro al singolo organismo ma per divulgare la cultura della mediazione civile che, di conseguenza, genererà benefici per tutti. Altro messaggio importate sta nello spiegare gli effetti della mancata partecipazione e del mancato accordo in mediazione laddove dovesse instaurarsi, a seguire, un procedimento giudiziario: se fossero conosciuti aumenterebbe significativamente sia l’uso della mediazione civile, sia la partecipazione ai procedimenti.

Quali i vantaggi della mediazione per il cittadino?

La mediazione civile porta con sé la mediazione famigliare, la mediazione sociale ed ogni altra forma di mediazione diversamente applicata. Il cittadino ha rapporti con le pubbliche amministrazioni, con le imprese, con gli artigiani, vive conflitti famigliari e condominiali… insomma la mediazione civile è uno strumento per risolvere in modo rapido ed economico le controversie in diritti civili disponibili, che rappresentando l’area più ampia del contenzioso, con la possibilità di ristabilire i rapporti umani a seguito dell’accordo.

Chi parteciperà e di cosa si discuterà nel dettaglio?

La partecipazione è trasversale. Rappresentanti delle più alte istituzioni nazionali e rappresentanti delle istituzioni locali, cittadini, liberi professionisti, imprenditori, movimenti civici, operatori del settore… inoltre il Forum ha riscontrato un interesse enorme da parte della politica di destra e di sinistra. Si discuterà della parte normativa, sociale, culturale… ma soprattutto della convenienza a servizi della mediazione civile. Crediamo che il successo della mediazione civile debba passare tramite una “rivoluzione culturale”.

Com’é strutturata la Sua organizzazione sul territorio lombardo?

Abbiamo la sede principale nel cuore di Milano, una sede secondaria a Crema e 10 sportelli di conciliazione in Lombardia in cui i nostri mediatori fanno attività di divulgazione della cultura della mediazione e dell’istituto come normato nel nostro Paese, per contribuire alla “rivoluzione culturale” di cui parlavo poco fà.

Può trarre un bilancio dell’ultimo anno di attività? Ci sono state  conseguenze dopo la decisione della Consulta sull’obbligatorietà? Può  svilupparsi una cultura adr in Italia anche senza obbligatorietà?

L’obbligatorietà è un veicolo indispensabile per poter anticipare i tempi della “rivoluzione culturale”. Il nostro è Paese lento a recepire i cambiamenti e, pur non condividendolo ideologicamente, devo ammettere che  l’obbligatorietà è un modo per far conoscere l’istituto della mediazione e tutti i benefici che ne derivano,  sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo sociale. Nell’ultimo anno abbiamo gestito oltre 120 procedimenti di mediazione con un’altissima percentuale di sucesso.  Almeno il 70% di questi procedimenti sono stati avviati non in forza della cosiddetta “obbligatorietà” ma su autonoma iniziativa della parte istante, grazie alla conoscenza dell’istituto della mediazione civile spesso appresa dal servizio di sportello. Dopo la decisione della Consulta il numero di procedimenti avviati è senza dubbio diminuito ma la qualità di quelli avviati è certamente maggiore: quando le parti, conoscendo l’istituto della mediazione, avviano volontariamente il procedimento, la probabilità di raggiungimento di un accordo è decisamente maggiore.

Quali sono le strategie comunicative e quali gli interlocutori principali che ritiene fondamentali per una diffusione della cultura della mediazione?

Sarò  molto pratico. E’ inutile concentrare le proprie energie facendo battaglie corporative. La gente è intelligente e in momenti come quello che stiamo vivendo cerca opportunità che possano generare “convenienza”. Se la mediazione civile è gestita con professionalità e competenza e se le parti che vi partecipano sono adeguatamente preparate ed eventualmente adeguatamente assistite, la mediazione civile è senza dubbio alcuno uno strumento utile, rapido, efficace ed economico. Per questo motivo sono fermamente convinto che “conciliare conviene”!

(Intervista di Salvatore Primiceri per L’AltraPagina.it)

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