Vignetta - Mediazione e PACASO PRATICO: PARTECIPAZIONE DI UN ENTE PUBBLICO A UN PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE CIVILE
a cura della dott.ssa Federica Fullin

Il giorno 20.02.2014 il condominio “Cascata” avvia un procedimento di mediazione contro l’Azienda Speciale GIPI, ente pubblico partecipato. Essendo una controversia condominio – fornitore, non si tratta di materia obbligatoria però l’avvocato del condominio, ritiene opportuno procedere con la mediazione civile prima di intentare una causa.

Il primo incontro è fissato per il giorno 12.03.2014 ma la parte convenuta Azienda Speciale GIPI non da riscontro alla convocazione, nonostante la comunicazione tramite lettera raccomandata, fax, email e PEC da parte dell’Organismo di Mediazione e persino dell’avvocato del condominio.

Il giorno 12.03.2014 il mediatore incontra il condominio “Cascata”, in particolare l’amministratore, l’avvocato e 3 consiglieri. Ai sensi dell’art. 11 del Dlgs 28/2010, il mediatore fa presente alla parte istante la possibilità di chiedere la proposta al mediatore. I presenti, dopo un breve consulto, decidono quindi di avviare la mediazione chiedendo al mediatore di formulare la proposta. Questa decisione viene presa soprattutto su suggerimento dell’avvocato del condominio che, conoscendo bene lo strumento della mediazione civile, sa che l’eventuale mancata accettazione della proposta da parte della parte convenuta, comporta un vantaggio per la parte istante nel successivo giudizio. Parte istante è praticamente convinta che parte convenuta non parteciperà.

La segreteria dell’Organismo inoltra quindi alla parte convenuta, non presente alla mediazione, il verbale di mediazione dell’incontro in cui emerge la richiesta della parte istante di formulazione della proposta al mediatore e tempistiche connesse:
– data entro la quale far pervenire i documenti: 26.03.2014
– data dell’invio della proposta: 04.04.2014
– data limite per l’accettazione della proposta: 11.04.2014
– data del secondo incontro di mediazione: 16.04.2014

In questo modo l’amministratore ha tutto il tempo necessario per poter convocare un’assemblea straordinaria per poter presentare la proposta del mediatore.

Qualche giorno dopo, la segreteria dell’Organismo viene contattata dal legale della Azienda Speciale GIPI che, leggendo dal verbale l’intenzione di parte istante di andare a proposta, chiede di poter partecipare, seppure tardivamente, al procedimento di mediazione e chiede quindi di poter sospendere la proposta e partecipare all’incontro già fissato per il giorno 16.04.2014.

Con grande sorpresa della parte istante, il giorno 16.04.2014 si incontrano parte istante e parte convenuta nella veste del delegato della GIPI insieme all’avvocato della stessa. Dopo ripetute sessioni congiunte e separate (6 ore di incontro), è emersa una proposta da parte del condominio alla parte convenuta. Dirigente e avvocato della Azienda Speciale GIPI si riservano di portare la proposta all’attenzione del consiglio di amministrazione. Si fissa un terzo incontro al giorno 07.05.2014.

Qualche settimana dopo tuttavia l’avvocato della Azienda Speciale GIPI scrive alla segreteria dell’Organismo di mediazione che la proposta del condominio non può essere accettata poiché, sulla base di un’analisi dei dato che nel frattempo è stata condotta dalla Azienda Speciale GIPI, i dati non sono del tutto corretti per cui la proposta andrebbe ritrattata con i parametri corretti.

Il 07.05.2014 si svolge quindi il terzo incontro di mediazione in cui il mediatore, insieme alle parti e soprattutto agli avvocati delle parti, rivista la soluzione precedentemente proposta, modificando, sostituendo e aggiungendo alcuni nuovi dati e parametri. La proposta così formulata, verrà nuovamente sottoposta al cda della Azienda Speciale GIPI. A questo proposito le parti sono concordi nel derogare il limite dei tre mesi (rendendo il procedimento “irrituale”) e si procede in questo modo: non appena sentito il parere del cda, l’avvocato della Azienda Speciale GIPI scriverà email formale alla segreteria dell’Organismo con l’accettazione dell’accordo; il mediatore incontrerà di persona parte istante e parte convenuta (separatamente) per far firmare l’accordo e certificare l’autografia delle firme.

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