“Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che una legislatura si conclude senza neppure essere avviata. La prima volta che il voto popolare non viene utilizzato e non produce alcun effetto”. Queste le parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, amareggiato dopo l’ultimo giro di consultazioni che non ha visto alcun cambiamento delle posizioni iniziali dei vari schieramenti.

Si va quindi verso un governo neutrale composto da personaggi terzi che non si candideranno alle prossime elezioni. Lo scopo è quello di consentire la nascita di un governo che svolga i compiti principali da qui a dicembre per poi andare al voto nel 2019.

L’appello di Mattarella è per la responsabilità ma ai partiti rimane la libertà di scegliere. In caso di mancanza di fiducia al nuovo esecutivo, lo stesso rimarrebbe in carica quel poco tempo utile ad accompagnare il Paese ad elezioni in luglio o ottobre.

La speranza del Presidente della Repubblica è quella che alla fine prevalga la responsabilità per dare all’Italia un governo nella pienezza dei poteri in modo da consentire il varo di alcuni provvedimenti fondamentali tra i quali la legge di bilancio per scongiurare l’aumento dell’iva.

“Scelgano i partiti, con il loro libero comportamento, nella sede propria, il Parlamento, tra queste soluzioni alternative: dare pienezza di funzioni a un governo che stia in carica finché, fra di loro, non si raggiunga un’intesa per una maggioranza politica e, comunque, non oltre la fine dell’anno. Oppure nuove elezioni subito, nel mese di luglio, ovvero in autunno” – così Mattarella al termine del suo discorso post consultazioni.

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