Decreto dignità. È questo il nome della legge che è destinata a stravolgere e a cambiare radicalmente il mondo del gioco d’azzardo in Italia. La sensazione, quantomeno sulla carta, è quella di una vera e propria svolta epocale. L’obiettivo è quello di cercare di regolamentare il fenomeno del gambling in tutti i suoi molteplici aspetti. Un qualcosa di non semplice, ma di assolutamente e inevitabilmente necessario.

Il divieto più importante è senza alcun dubbio quello che riguarda la pubblicità. Una regola che riguarda sia i mezzi di comunicazione che le manifestazioni e le società sportive, che vedono volare via una grande possibilità di incasso. I contratti già stipulati saranno efficaci fino al 2019 e dal 2020 in poi non è concessa alcun tipo di proroga. Insomma, proibizionismo sembra essere la parola d’ordine. Si tratta di un provvedimento che mira a colpire la ludopatia e a tutelare i cosiddetti soggetti a rischio.

Ma vista la strategia e l’impianto di questa nuova normativa diventa lecito chiedersi quali siano i numeri del gioco d’azzardo in Italia, soffermandosi soprattutto sulla ludopatia. Attenendosi ai dati raccolti dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, sono 5,5 milioni i giocatori compresi tra i 15 e i 34 anni. Le problematiche e i pericoli riguardano però soltanto l’1,6%. Una percentuale tutto sommato abbastanza bassa. Va detto però detto che lo Stato stanzia ogni anno ben 50 milioni di euro nella lotta al gioco d’azzardo patologico. Una cifra davvero non indifferente. Il tutto è inevitabilmente indissolubilmente legato alla legge Finanziaria del 2016, la quale ha creato un vero e proprio fondo per il gioco d’azzardo patologico. Una misura che aveva e che ha ancora oggi il fine di rafforzare la prevenzione e le campagne di informazione e di sensibilizzazione. Insomma, comunque un ottimo punto da cui partire.

L’industria del gambling resta comunque una delle più floride in Italia, come emerge da un’indagine sui numeri del gioco d’azzardo di Giochidislots. Le imprese del settore sono circa 6600 con oltre 100mila occupati. Ma allora la domanda che ci si pone e se il Decreto riuscirà a contrastare la ludopatia. Secondo Carlo Stagnaro, direttore dell’Osservatorio di Economia Digitale dell’Istituto Bruno Leoni, la risposta non può che essere negativa: “Come chiamereste una politica che produrrà risultati esattamente opposti a quelli dichiarati? Le norme sul gioco d’azzardo contenute nel Decreto Dignità sono un caso da manuale di applicazione del modello superfisso. All’interno di tale schema mentale, ogni variabile è esogena a ogni altra, e dunque qualunque cambiamento autoritativo nelle condizioni al contorno non determinerà nessun mutamento nel comportamento degli agenti economici”. Insomma, tanto rumore per nulla. Sembra solo un inizio, ma la strada è ancora molto lunga e tortuosa. Il traguardo è a dir poco lontano, ma ciò che conta è iniziare quantomeno a intravederlo.

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