Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di Giammario Battaglia nella quale viene annunciata e spiegata la clamorosa decisione di non organizzare quest’anno il congresso sulla giustizia alternativa, congresso che si svolge annualmente presso la Camera dei Deputati.

Illustre direttore,

ti scrivo la presente per esternarti un profondo malessere.

Sono anni, oramai, che ci conosciamo, non saprei neppure dire quanti.

In tutto questo tempo, abbiamo condiviso una campagna, quella sulla mediazione civile e commerciale, che più che una battaglia sull’introduzione di uno strumento giuridico deflativo, è sempre stata considerata intimamente, per noi, una manifestazione di civiltà, ovvero la condivisione della necessità di promuovere la visione di una società nuova, in grado di affrontare qualsiasi tipo di problema senza ricorre all’aiuto di un giudice, ma soprattutto in grado di gestire i conflitti.

Caro direttore, abbiamo fallito perché nessuna vittoria conquistata sul campo, dall’introduzione dello strumento della mediazione obbligatoria all’avvio di una commissione studio per l’istituzione di prassi UNI, potrà mai cancellare il nostro più profondo e vero fallimento, ovvero quello di non essere riusciti a contaminare tutte le Istituzioni partitiche.

Oggi, l’odio, la violenza, l’indifferenza, il conflitto fine a se stesso, costituiscono la ragione di vita e di azione di questo Governo, che ha contagiato milioni di cittadini, che considerano il conflitto uno strumento di vita, per decretare un vincitore ed un vinto.

In questo clima di barbarie, come potremmo ritenere, ancora, che la mediazione possa essere utilizzata come strumento giuridico efficace, se non è più nelle corde degli italiani?

Infatti, a non crederlo, in primis, è soprattutto il nuovo Ministro della Giustizia che, più volte, ha affermato di voler superare lo strumento della mediazione.

Strumento che considera un balzello burocratico, se non da sostituire, almeno da affiancare alla negoziazione assistita, gestita interamente da avvocati.

Stiamo pericolosamente ritornando indietro nel tempo.

Stiamo gettando in fumo oltre 10 anni di conquiste di civiltà.

Ed è per questi motivi, che ho deciso, come responsabile dell’organizzazione del Congresso Nazionale su “La Giustizia Alternativa” di non organizzare più a dicembre il nostro V Congresso alla Camera dei Deputati.

Lo faccio a malincuore, ma è necessario dare un segnale, per quanto possa servire.

Un segnale a tutte le Istituzioni partitocratiche, per invitarLe a manifestare e denunciare con un’opposizione intransigente qualsiasi forma di intolleranza, razzismo, xenofobia, nonché azione contraria allo “Stato di diritto”, perché non è possibile far passare senza conseguenze politiche un’affermazione grave come quella del Presidente del Consiglio che, a poche ore di distanza dal crollo del ponte di Genova, ha affermato che la politica “non può attendere i tempi della Giustizia”.

Mi auguro, che la democrazia rappresentativa torni a essere un esempio per i nostri cittadini.

Desidero ringraziare il Presidente della Repubblica che in questi anni ci ha sempre premiato e rivolgere a Lui un profondo e sentito saluto.

Per noi, forse, sarebbe stato più facile chiudere un occhio, di fronte a questo pessimo clima politico, per non disperdere il know-how e la reputation  acquisita, con merito e sacrificio,  in questi anni, ma la grave crisi istituzionale che stiamo vivendo, necessita di un’opposizione civica intransigente e soprattutto di piccoli esempi e di scelte anche dolorose.

Concludo rivolgendo a Lei ed ai suoi lettori un invito.

L’invito è a non chiudere gli occhi e le orecchie, ad aprire il cuore perché la democrazia e la libertà non sono un bene acquisito, non si esercitano con un click, un like, un post sui social. La democrazia e la libertà si esercitano con il pensiero e con l’azione, con lo studio e con la riflessione. La libertà e la democrazia sono un valore assoluto che vanno oltre il concetto di Patria. La democrazia è la libertà vanno difese oggi, con la condivisione, con il sacrificio, con la partecipazione, con l’integrazione, con il dialogo, con la tolleranza.

Lottate per la vostra democrazia e la libertà, perché il nemico non è fuori di noi, oggi, il nemico siamo noi.

 

Giammario Battaglia

Fondatore e Vice-Presidente esecutivo dell’Osservatorio sull’uso dei sistemi A.D.R. (alternative dispute resolution), che, in Italia, rappresenta il primo Istituto, indipendente ed autonomo” nel settore della ricerca e sperimentazione dei sistemi di “Giustizia Alternativa”.

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