Oggi l’inglese è uno strumento essenziale per comunicare a livello internazionale. In un mondo in cui l’integrazione globale è ormai la norma, tale strumento diventa necessario a sempre più persone e in situazioni sempre più diversificate.

Grazie all’inglese imprenditori, dirigenti, ricercatori,dipendenti pubblici, ma anche insegnanti, programmatori,segretari, studenti, hanno accesso a risorse ed opportunità che sono irraggiungibili per quanti non conoscono questa lingua. Dopo l’alfabetizzazione, nessun’altra competenza ha rappresentato un potenziale tanto determinante per il rendimento professionale e il miglioramento delle possibilità di guadagno di così tante persone. L’impatto dell’inglese sull’economia globale è innegabile.

Chi parla meglio l’inglese? Al quesito ha risposto l’organizzazione “Education First” (EF), che ha pubblicato recentemente uno studio effettuato a livello mondiale. La EF Education First è stata fondata nel 1965 con lo scopo di abbattere le barriere linguistiche, culturali e geografiche. Con 400 scuole e filiali in 55 paesi, la Education First si occupa di insegnamento delle lingue, i viaggi di formazione, la formazione accademica e programmi di scambio culturale.

Sono stati 54 i paesi e le regioni presi in considerazione dall’organizzazione, che ha valutato le capacità di esprimersi e comprendere la lingua inglese di 1,7 milioni di persone sulla base dell’indice della “Education First English Proficiency”.

Al vertice della classifica dei più bravi parlanti di lingua inglese al di fuori del Regno Unito e di quei paesi dove la lingua ufficiale è la lingua di Shakespeare sono Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia e Norvegia che hanno un alto livello di copmetenza.

A livello europeo, l’Italia si ritrova tra i paesi del livello medio  della classifica e al 24° posto nella classifica mondiale su 54 paesi.

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