L’ultima “sparata” del ministro piagnone Elsa Fornero la dice lunga su quale sia il tasso “tecnico” di questo governo che nei proclami non è secondo a nessuno, altro che prima Repubblica! – Lo ha dichiarato Arturo Maullu, Segretario Generale CSA della Cisal Università, il quale aggiunge:

La continua ricerca di battute ad effetto, prescindendo dalla sostanza delle problematiche trattate, la spasmodica ricerca di un consenso, è un comportamento tipico del politico di professione non certo di un “tecnico” che dovrebbe impegnarsi esclusivamente per trovare soluzioni atte a risolvere i problemi del paese. La segue a ruota il ministro Filippo Patroni Griffi il quale annuncia che “entro l’estate sarà definito per ogni singola amministrazione il quadro delle eccedenze del personale in servizio e, se alla fine non si troveranno alternative, l’unica strada rimarrà quella del licenziamento’. Aggiungendo: spero che capiscano tutti, anche i sindacati” (!). Dopo anni di blocco delle assunzioni, mancate stabilizzazioni, esodati di vario genere, blocco totale dei contratti nazionali e considerato che laddove ne ricorrevano le condizioni la licenziabilità è stata in ogni caso applicata, riproporla ora, in questi termini, è solo fumo negli occhi mirato ad appannare la vista di un’opinione pubblica che ormai identifica questo governo, sempre meno “tecnico”, con i loro mandanti “politici” con tutto ciò che ne consegue. Le problematiche del mondo del lavoro che un tempo erano trattate dal governo con le parti sociali ora vengono semplicemente comunicate tramite i media e portate a ratifica di un Parlamento sempre più imbelle. Se le forze politiche brillano per la loro “non presenza” nella discussione di queste problematiche, le stesse OO.SS.maggioritarie vanno avanti in ordine sparso, dimostrando di avere più a cuore il consolidamento o la crescita della propria sigla piuttosto che quella del paese. Probabilmente questi continuano a pensare che anche lo sconvolgimento politico in atto, come quelli che lo hanno preceduto non li toccherà dimostrando con ciò un totale distacco dalla società reale. Noi nel nostro piccolo continueremo, con la base, la nostra battaglia controcorrente, fuori dai giochi di potere, di connivenze e di collateralismo che da sempre contraddistingue l’operato di queste megaconfederazioni sopravvissute sia alla prima che alla seconda Repubblica ma che di certo non sopravviveranno a se stesse.

Comments

comments