Dopo la positiva esperienza e il successo ottenuto dal Forum Nazionale dei Mediatori e degli Organismi di Mediazione, lo scorso 17 settembre alla Camera dei Deputati a Roma, é stata la volta del convegno sulla mediazione civile organizzato a Lecce dallo Studio Legale Viola e dalla rivista “Il Processo Civile”.

Al Grand Hotel dei Congressi “Tiziano” della città barocca si sono ritrovati giuristi, avvocati, magistrati e mediatori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero grazie alla presenza di Dilyara Nigmatullina dell’Associazione Internazionale dell’Arbitrato di Bruxelles.

L’evento é stato organizzato allo scopo di mettere a confronto e far dialogare le diverse anime del mondo giuridico sul tema della mediazione. Inevitabile, in questo contesto, il persistere di alcune posizioni pregiudiziali sulla mediazione, espresse in particolare dall’Ordine degli Avvocati e dalla Camera Civile Salentina.

Il dibattito supera la fase di “stallo” iniziale e si anima nel momento in cui iniziano a prendere la parola i relatori più vicini al mondo della mediazione. I primi applausi convinti della platea sono per Marcella Caradonna del direttivo ADR Commercialisti che ha spiegato con passione il funzionamento della mediazione e come questo istituto non tolga nulla al mondo dell’avvocatura.

Seguono interventi autorevoli e molto applauditi dell’avvocato Paolo Fortunato Cuzzola che é anche giudice arbitro e docente di mediazione accreditato dal ministero della giustizia; una approfondita analisi e lezione dell’avv. prof. Luigi Viola sul tema “Il principio di necessaria simmetria tra domanda di mediazione e domanda processuale” e, infine, dell’avv. prof. Pietro Lorenzo Elia.

L’avvocato Maurizio Villani approfondisce invece il tema della mediazione tributaria.

La portavoce del Forum dei Mediatori, Irene Gionfriddo, porta a conoscenza della platea leccese, con il suo intervento, i punti principali delle proposte di legge nate durante i lavori del forum a Roma presso la Camera dei Deputati e le attività del forum dei mediatori come lo strumento per diffondere la cultura della mediazione.

In conclusione il convegno leccese se da un lato dimostra come siano ancora evidenti delle forti resistenze verso la mediazione e il decreto legislativo 28/2010 da parte di alcuni esponenti dell’avvocatura, dall’altro riesce a “sfondare” il muro del pregiudizio man mano che il dibattito avanza, offrendo argomentazioni importanti, non in contrasto con la giustizia del contenzioso (non essendo il mediatore un giudice, né una persona con poteri ma con la sola funzione di individuare spazi di negoziazione fra le parti) e facendo vedere come il mondo della mediazione si stia organizzando sempre più professionalmente. Si é parlato molto di capacità, preparazione e professionalità dei mediatori e dell’opportunità di rendere più selettivo l’accesso alla professione attraverso una formazione approfondita e di qualità, modificando i corsi di sole 50 ore che fino ad ora permettevano di conseguire l’attestato di mediatori.

In attesa della decisione della Corte Costituzionale, il 23 ottobre, sulla questione della mediazione obbligatoria, dal convegno di Lecce emerge ancora una volta la netta sensazione che il percorso verso una sempre maggiore diffusione della mediazione in Italia sia ben avviato e che non ci siano margini per tornare indietro. Per questo anche i più scettici dovrebbero provare a conoscere meglio la ratio della mediazione e far cadere pregiudizi e resistenze verso l’ADR cogliendone le straordinarie opportunità, anche per lo sviluppo della propria professione.

Salvatore Primiceri

 

 

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