laltrapagina.it è di nuovo allo stadio del ghiaccio di Asiago, questa volta per seguire la finalissima di Alps Hockey League,   lega internazionale alpina di hockey su ghiaccio, seconda soltanto alla EBEL. Quest’ultima è una lega nota agli italiani per le imprese dell’Hockey Club Bolzano e di cui parleremo in un articolo specifico.

L’Hodegart è gremito. Si registrano oltre tremila spettatori per la gara di stasera, per una lega di recentissima istituzione. Un grande segno di vitalità per la comunità hockeista italiana.

In finale sono arrivate due squadre italiane: l’Asiago, organizzatore anche della finale scudetto che noi de laltrapagina.it abbiamo raccontato a febbraio, e il Renon (Rittner Buam) che quella finale l’aveva conquistata a scapito del Val Pusteria (Pustertal).

La finale è il settimo conclusivo atto della serie di finale. In questa sera viene assegnato il titolo di campione alpino, titolo conteso tra 17 compagini austriache, italiane e slovacche.

Stadio infuocato all’arena asiaghese all’ingresso della squadra ospite, sommersa dalle urla dei tifosi dell’altopiano.

La curva sud esplode dopo nemmeno un minuto quando ad una parata di Cloutier, numero 1 asiaghese, la formazione giallorossa risponde con il bel gol di Stevan assistito da Magnabosco. La partita si fa frenetica e spicca tra tutte l’azione di gioco che al quinto minuto porta al palo dei tirolesi. L’asiago si fa avanti, sembra maggiormente in partita, mentre il Renon a causa di Tudin riceve una penalità e deve giocare in 5 per 2 minuti.

L’Asiago ne approfitta e ripara al brutto svarione in difesa di Marco Rosa (numero 91) con il gol di Nigro all’undicesimo. Il Renon non è squadra facile e risponde subito con il 23, Koster, che insacca assistito Borgatello. Da qui in poi è un putiferio, il gioco si fa di una violenza inaudita a cui i lettori de laltrapagina.it non sono forse abituati. Caratteristica dell’hockey (nella variante su ghiaccio) è l’estrema fisicità che porta a scontri, scivoloni, colpi contro la balaustra. In questi cinque minuti finali succede di tutto ed entrambe le squadre perdono lucidità impegnate  a rovesciare gli avversari e a non cadere a loro volta sul ghiaccio.

Arriva infine Marco Rosa a farsi perdonare per il brutto svarione difensivo con un gol a due minuti dallo scadere.

Le squadre vanno negli spogliatoi e per il Renon la partita si fa inaspettatamente in salita.

Nell’intermezzo abbiamo l’occasione di scambiare alcune parole col il Presidente della squadra di casa, l’avvocato Piercarlo Mantovani con cui scambiamo alcune opinioni a proposito della situazione economica dell’hockey italiano.

Il secondo terzo si riapre con la marcatura di Caletti per il Renon al ventiquattresimo minuto di gioco. I tirolesi si fanno più propositivi rispetto ai primi venti minuti di gioco e forzano la mano con numerose incursioni verso la porta di Cloutier.

L’Asiago risponde immediatamente e segna nella porta biancorossa con Magnabosco, assistito da Stevan e Conci. Il Renon non si fa intimidire e mostra i muscoli con le reti di Spinell al ventisettesimo e di Kostner due minuti dopo. Nonostante il pareggio temporaneo il palazzetto non smette di incitare la squadra di casa che dopo un iniziale timore riprende le redini del gioco con un’altra rete di Magnabosco e di Stevan, entrambe servite da Conci. Il gioco si fa di nuovo durissimo e le squadre non si risparmiano colpi bassi. Il numero 81dell’Asiago, Bardaro, fa impensierire i suoi tifosi dopo essere stato schiantato contro la balaustra e aver battuto con la testa.

Il secondo terzo si chiude dunque 6-4 per i padroni di casa ma conoscendo i tirolesi il risultato finale non sarà affatto scontato.

L’ultimo terzo vede le squadre molto più contratte e incapaci di segnare. Si inizia subito con un brutto fallo dell’86 biancorosso Ahlstrom. Il Renon si fa pericolo al settimo minuto ma le emozioni arrivano sul finale. A ore minuti dalla fine Killeen salva la porta dei tirolesi con una parata clamorosa. Poi arriva subitaneo il contrattacco che porta il risultato sul 6-5. Gli arbitri, indecisi, si affidano alla prova tv e convalidano il gol di Spinell su azione solitaria.

Sembra il momento della rimonta per i biancorossi ma a mettere la parola fine sull’esito della gara e a garantire l’ipoteca sul titolo è Davide Conci. Su assist di Magnabosco e Stevan Conci infila sull’angolo alto destro della porta e fa scoppiare le polveri dello stadio.

Con una differenza di due gol la squadra di Renon si fa sempre già nervosa nella gestione del disco e i secondi scorrono inesorabili fino alla vittoria definitiva della compagine di Presidente Mantovani che corre in equilibrio sul ghiaccio ad abbracciare i suoi atleti.

L’Asiago si aggiudica così la seconda edizione del campionato.

laltrapagina.it continuerà a seguire il mondo dell’hockey che vedrà a breve l’assegnazione del titolo EBEL conteso tra tra Bolzano e Salisburgo, e la Euro Hockey League 2018, massima competizione europea per l’hockey su prato.

Nicola Valentini

Comments

comments