pressUn successo inarrestabile per Jess Glynne. Dopo essere entrata nella storia della classifica singoli UK risultando la prima artista femminile che ha realizzato ben 5 numeri 1 in soli 18 mesi (al n°1  con ‘Rather Be’ coi Clean Bandit nel febbraio 2014, con ‘My Love’ coi Route 94 a marzo 2014, con ‘Hold My Hand’ nell’aprile 2015, con  ‘Not Letting Go’ con Tinie Tempah a luglio 2015 e infine con  ‘Don’t Be So Hard On Yourself’), esordisce al numero 1 degli album con ‘I CRY WHEN I LAUGH’ vendendo oltre  60000 copie in una settimana e raggiungendo il secondo miglior debutto di un album dall’inizio di un anno in Uk.

Dall’Inghilterra ora Jess Glynne è pronta a conquistare l’Italia dove il suo ‘I Cry When I Laugh’ è uscito venerdì 28 agosto su etichetta Atlantic Records posizionandosi immediatamente nella Top10 di ITunes anche nel nostro paese.

 Jess sarà in Italia il prossimo 9 settembre e incontrerà i fans alla  Mondadori di Piazza Duomo a Milano.

 La firma del suo contratto discografico ha coinciso con la fine di una relazione di oltre due anni che le aveva fatto mettere in discussione tutto. C’è molto più di un modo, musicalmente parlando, di affrontare una delusione d’amore e con il suo album di debutto Jess ne ha esplorati molti. Quando Jess ha iniziato a mettere in musica i suoi sentimenti nelle canzoni di ‘I Cry When I Laugh’ –un titolo deliberatamente dualistico– ha deciso di prendere una via alternativa alle ballad. ‘Volevo che questo album parlasse di speranza’.

Sono quattro le canzoni che sono il cuore di ‘I Cry When I Laugh’ . Di ‘Hold My Hand’ si è già detto tutto, è sostanzialmente il brano che ha trasformato Jess da ‘frontwoman’ per alcune collaborazioni importanti (‘Rather Be’ su tutte, con Clean Bandit) a superstar. È un inno alla positività e alla comunione, scritto con la più stretta collaboratrice di Jess, Janeé “Jin Jin” Bennett. È anche la chiave per introdurre le altre tracce. ‘Don’t Be So Hard On Yourself’ parla di leggerezza, di come “disegnare” un sorriso, mentre  ‘Gave Me Something’ parla di trasformazione, dell’ aver sempre pensato di essere un certo tipo di ragazza e poi ritrovarsi ad essere un’altra. ‘Take Me Home’, la traccia più lenta dell’album, parla dell’essere capace di rielaborare I momenti tristi. E, infine, Jess si è concessa una ballad. Una delle trace di chiusura dell’album – ‘Saddest Vanilla’ – vede Jess duettare con la popstar inglese che ha venduto milioni di dischi Emeli Sande, unico featuring dell’album.

 Siamo pronti per un mix di soul, di tristezza, di lacrime e poi per l’euforia?

É una scommessa che, per il suo debutto, Jess ha voluto affrontare con precisione cristallina, lottando fra le lacrime ma sempre consapevole di una grande verità: oltre il dolore, la felicità è sempre possibile.

‘Avevo bisogno di crederci. Avevo bisogno di fare l’album per raccontare una storia. Avevo bisogno che fosse come me’.‘Questo album parla di una ragazza che era spensierata, che ha avuto qualche problema, che si è trovata col cuore spezzato, e che ha trovato la sua strada attraverso questa esperienza, non con la tristezza ma con la speranza, e non lasciandosi mai scoraggiare’.

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