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(di Giulio Perrotta) L’ISIS è una realtà concreta.

Non sono solo un gruppo di terroristi e fanatici: ormai, rappresenta un vero e proprio Stato Islamico, comandato da uomini ancora più feroci dei dittatori Saddam Hussein e Gheddafi, deceduti rispettivamente nel 2006 e nel 2011.

Dopo la Francia, lo spettro del Terrore colpisce altre Nazioni e altri innocenti.

In Tunisia, nella spiaggia di Sousse, l’odore tetro della morte arriva dal mare e lascia dietro di sé 38 morti e 36 feriti, tutti turisti ospiti di un albergo, presi a colpi di kalashnikov, a opera del 23enne Seifeddine Rezgui, appartenente al gruppo universitario della “Gioventù islamica” e al gruppo tutt’altro che pacifista “Hezb Ut Tahrir” (che mira a ricostruire il Califfato). Inoltre, è iscritto al Master  di Ingegneria Informatica. E l’ISIS rivendica nella notte sui social media la paternità dell’attacco, mentre i jihadisti si erano già attribuiti l’altro attentato, quello contro una moschea a Kuwait City che, con una bomba, ha fatto 27 vittime e quasi 200 feriti. Intanto in Tunisia, i resort, gli alberghi e i luoghi turistici sono stati blindati dall’esercito e il Premier Habib Essid ha annunciato di aver richiamato i riservisti per garantire la sicurezza, ordinando la chiusura di 80 moschee per incitamento all’estremismo islamico, come piano eccezionale per assicurare una maggiore sicurezza nei luoghi turistici e archeologici.

Ancora in Somalia, lo stesso giorno, un’auto-bomba e lunghe sparatorie freddano 50 persone, nei pressi della base militare ad Amison, a 130 km a Sud dalla Capitale, a opera della milizia islamica legata ad Al-Qaeda “Al-Shabaab”.

Un venerdì nero, Tunisia, Francia, Kuwait e Somalia: la jihad ha dato nel venerdì del Ramadan il suo momento più feroce, colpendo 3 continenti quasi simultaneamente. E non è tutto: l’unità anti-terrorismo di Scotland Yard ha da poco annunciato di avere sventato un attentato terroristico contro una parata nel giorno delle forze armate a Merton, quartiere sud-occidentale di Londra, impedendo l’esplosione di un ordigno rudimentale letale, che avrebbe trucidato un numero indefinito di civili e militari presenti alla parata per la ricorrenza, il 27 giugno, del giorno delle forze armate.

In Italia, invece, si assiste in silenzio all’imminenza dell’arrivo dell’ISIS: nessun eccezionale misura di sicurezza, controlli sparuti e servizi militari piegati dai tagli imposti dal Governo per la crisi economica.

L’unico dato utile lo fornisce la Farnesina che, mappando i luoghi di interesse terroristico e le Nazioni ad alto rischio di attentati, suggerisce:

a) di non intraprendere viaggi per alcun motivo in Africa Centro-Nord, Africa Nord-Est e Medio-Oriente;

b) di intraprendere viaggi solo se strettamente necessario in Sud-America, India, Thailandia e Filippine, Arabia Saudita, Europa dell’Est e Messico;

c) di intraprendere viaggi con le dovute precauzioni in America del Nord, Europa (Zona-Euro), Cina, Russia e Australia.

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