“Lo spettacolo indecente che sta offrendo buona parte della classe politica in questi ultimi anni, e, la grave crisi economica che ha colpito l’Italia, hanno rafforzato in noi, ancor di più, la convinzione che il problema dell’Italia è un problema essenzialmente culturale. Se oggi assistiamo, in politica, ad una lotta senza quartiere tra bande, è perché abbiamo scelto di vivere seguendo i nostri istinti più bassi. Ad un modello sociale devastato dall’avidità, dall’egoismo, dalla mancanza di dialogo dobbiamo contrapporre un nuovo modello sociale improntato sul dialogo e sulla conciliazione”. Sono le parole di Irene Gionfriddo, portavoce del Forum Nazionale dei Mediatori Civili e degli Organismi di Mediazione presso la Camera dei Deputati che annuncia la partecipazione del Forum Mediatori al Forum di Todi, iniziativa di ispirazione cattolica che vedrà la partecipazione, fra gli altri, del ministro Corrado Passera e dalla quale potrebbe nascere un nuovo movimento politico.

Il 22 ottobre, il Forum Nazionale degli Organismi di Mediazione e dei Mediatori Civili, definito, da buona parte della stampa, come la “Confindustria della Mediazione” e che coinvolge 900 organismi di mediazione e 40.000 mediatori, e che parteciperà al Forum di Todi, promosso dalle associazioni di ispirazione cattolica, lancerà la proposta di istituire, sin dalla prossima legislatura, un “Ministero della Giustizia e della Conciliazione” perché “quando parliamo di Conciliazione non dobbiamo pensare soltanto alla mediazione giuridica, ma, anche, al ruolo che possono avere nella nostra società la mediazione sociale, familiare, politica, tributaria, negli ambienti di lavoro”.

La mediazione è e deve divenire un principio cardine, “uno stile di vita” – afferma Gionfriddo.

Il modello giuridico, sociale, politico di “Giustizia” che ci siamo imposti ha fallito, ed a farne le spese sono stati i cittadini, gli imprenditori, gli avvocati e, soprattutto, i Magistrati.

Grazie all’introduzione di tale Ministero, ai Magistrati non si potranno più attribuire colpe e disfunzioni che non gli appartengono, ovvero errori di un sistema basato sul perenne conflitto. Si veda, per ultimo, il caso ILVA.

Se vogliamo migliorare l’Italia, se vogliamo contrastare efficacemente la corruzione, se non vogliamo più arroccarci pretestuosamente su posizioni di diritto, su sterili contrapposizioni di principio, se non vogliamo più essere soffocati da una burocrazia paralizzante, mai come oggi – conclude Gionfriddo – è necessario che lo Stato si impegni a diffondere un nuovo modello di “stile di vita” basato sul dialogo, e che metta al centro l’uomo, con i suoi interessi, le sue aspirazioni, le sue necessità.

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