ivangiordano2Senato della Repubblica 22.01.2014 – IX Forum Nazionale dei Mediatori. – Presentato da ICAF e UCEEI un “progetto pilota” già avviato in via sperimentale a Milano: la mediazione culturale e linguistica all’interno del procedimento di mediazione civile. Dott. Ivan Giordano, Presidente ICAF:”Grazie alla lungimiranza dell’Ing. Magdi Faltas e alla sua sensibilità per il tema dell’integrazione fra etnie, culture e religioni, la mediazione civile a Milano ha una marcia in più”.

L’obbligatorietà della mediazione civile in aree del contenzioso quali locazioni, condominio, affitti d’azienda, contratti bancari e finanziari, in una metropoli multietnica come Milano ha portato sul tavolo del mediatore situazioni complesse non solo sotto il profilo delle competenze specifiche nelle materie oggetto di controversia, bensì anche dal punto di vista delle tecniche di mediazione e negoziazione, dell’uso dei canali di comunicazione e rispetto al rapporto empatico che il mediatore deve saper instaurare con le parti, ottenendo da esse il riconoscimento di “buon leader”, ovvero del terzo imparziale capace di fornire alla gestione del conflitto il valore aggiunto determinante ai fini della risoluzione dello stesso.
Alcune zone di Milano, come di tutte le grandi aree urbane, sono fortemente caratterizzate da insediamenti multietnici, e in tali zone a “fare impresa”, a sottoscrivere contratti di locazione, a vivere in condominio, a contrarre mutui e finanziamenti non sono solo cittadini italiani, sono spesso cittadini di lingua araba, oppure appartenenti alla comunità cinese, o sudamericani od altro ancora.
A differenza di un tribunale, nel quale il giudice, emettendo sentenza, lega le parti da un atto unilaterale impositivo, in mediazione le parti, se raggiungono un accordo, lo fanno liberamente e spontaneamente, ne devono essere convinti, non devono avere dubbi sulla bontà e sulla convenienza di un accordo rispetto a quanto di diverso potrebbero ottenere da una sentenza in epilogo ad un procedimento giudiziario, decidendo di sottoscriverlo per renderlo titolo esecutivo.
E’ evidentemente un atto importante sotto un profilo umano oltre che vincolante sotto il profilo giuridico, che porta con sé effetti nella sfera economica e privata della vita delle parti.
Ad oggi, secondo la mia esperienza di mediatore e di Responsabile dell’Organismo ICAF – Istituto di Conciliazione ed Alta Formazione con sede in Milano, capitano spesso controversie nell’ambito delle quali vi è almeno una parte madrelingua araba oppure cinese. In questi casi le difficoltà sono diverse: dapprima i problemi di notifica, a seguire la partecipazione delle parti, nel corso del procedimento la comunicazione fra mediatore e parti, in ultimo la firma del possibile accordo.
Stiamo vivendo un periodo di “obbligatorietà a tempo determinato” della mediazione civile nel corso del quale i riflettori dei uffici di statistica del Ministero della Giustizia sono puntati, fra l’altro, sugli esiti delle mediazioni.
Tutti gli Organismi di Mediazione sanno, e lo hanno ampiamente denunciato in occasione dei Forum Nazionali dei Mediatori che mensilmente si tengono in Parlamento, che i metodi ministeriali di rilevazione statistica di DG STATISTICA non sono rappresentativi del reale andamento delle mediazioni in quanto molti procedimenti, nonostante la mancata partecipazione fisica della controparte, grazie all’avvio della mediazione si concludono con accordo (si pensi al recupero crediti, alle obbligazioni di fare, non fare e permettere, al ricorso alla mediazione per evitare l’impugnazione di delibere assembleari condominiali, etc).
Le statistiche reali quindi sono ampiamente più favorevoli rispetto a quelle ufficialmente disponibili.
Mediatori e Responsabili di Organismi hanno però la responsabilità di elevare la qualità del servizio di mediazione, di attrarre investimenti di privati cittadini, imprese ed enti pubblici nel settore della gestione stragiudiziale delle controversie, di favorire la partecipazione ai procedimenti e la conclusione con accordo degli stessi.
Per questo motivo ho rilevato un concreto bisogno di fornire ai cittadini stranieri che sono parte di un procedimento di mediazione presso l’Organismo ICAF che presiedo un servizio in più: un mediatore culturale, linguistico e religioso formato in mediazione civile che assista gratuitamente la parte nel procedimento di mediazione, nell’interesse esclusivo di essa, agevolando conseguentemente il mediatore e attribuendo all’intero procedimento un fondamentale valore aggiunto.
Il dott. Ivan Giordano oggi, grazie all’invito del dott. Giammario Battaglia, è tornato nuovamente nelle aule parlamentari a trattare il tema della mediazione civile affinché politica ed istituzioni possano percepire le esperienze concrete degli operatori del settore, intervenendo al tavolo di presidenza nella Sala Capitolare del Senato della Repubblica presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva in Roma, nell’ambito del IX Forum Nazionale dei Mediatori con il patrocinio del Ministero della Giustizia; al suo fianco l’Ing. Magdi Faltas accompagnato dall’interprete Saber Yasser, cittadino italiano, per la traduzione arabo/italiano/arabo.
Il dott. Giordano e l’Ing. Faltas hanno risposto alle domande del moderatore dott. Giammario Battaglia.
“Ho presentato questo ambizioso progetto sperimentale al Presidente UCEEI – Unione della Comunità Euro Egiziana in Italia ing. Faltas Magdi”, spiega il dott. Giordano, “per comprendere al meglio se le esigenze di questo movimento culturale, noto nel tessuto sociale milanese, potessero trovare sinergie con le esigenze di ICAF e in generale degli Organismi di Mediazione”.
L’ing. Faltas, tradotto dall’arabo all’italiano, dice di aver riconosciuto nelle parole del dott. Giordano l’entusiasmo e la spinta motivazionale che da anni ha dentro di sé, nel voler unire le distanza fra egiziani cristiani e musulmani, che devono essere uniti nella sfida all’integrazione sociale e culturale in un territorio straniero per loro ma non certo per i loro figli, dal quale poter ottenere molto e al quale dovere rispetto delle regole, dei costumi e delle istituzioni.
“Ho convocato immediatamente il direttivo del movimento” dice Faltas “e ho invitato il dott. Giordano affinché esponesse a circa 15 membri UCEEI l’ambizioso progetto che prevede la formazione gratuita di mediatori civili fra i cittadini egiziani di seconda generazione, laureati in Italia, affinché possano assistere il mediatore e le parti in presenza di un cittadino di lingua araba, superando così ogni possibile filtro nella comunicazione e consentendo al mediatore di gestire il procedimento orientato all’accordo e alla firma del relativo verbale, ovviamente redatto in lingua italiana, che la parte madrelingua araba potrà sottoscrivere con fiducia, senza rinvii e dispersioni di tempo e denaro che sarebbero dannosi per il buon fine del procedimento”.
UCEEI quindi, a seguito dell’idoneo percorso formativo, mette gratuitamente a disposizione di ICAF-Milano nell’ambito di questo progetto sperimentale, mediatori civili, linguistici, culturali e religiosi.
“L’aspetto della <> non è da sottovalutare nell’ambito del procedimento di mediazione” afferma il dott. Giordano, “in quanto fra i cittadini madrelingua araba sono presenti sia musulmani, sia cristiani, con usi, costumi e modalità di comunicazione differenti fra loro”.
L’impegno di ICAF è, fra gli altri, quello di monitorare le azioni messe in atto nel corso del progetto ed i relativi esiti, che verranno resi disponibili all’Osservatorio ADR del Forum Nazionale dei Mediatori e comunicati al Ministero della Giustizia all’interno di un dossier al termine del primo anno di esperienza.
“Sto lavorando da mesi su un progetto che presenterò a breve alla Comunità Europea” conclude il dott. Giordano “affinché la sperimentazione di ICAF nella città di Milano possa essere estesa e possibilmente finanziata, a beneficio di tutte le culture, le etnie e le religioni, in tutti i paesi membri, affinché siano concretamente garantite pari opportunità a tutti coloro che accedono per obbligo o per scelta al servizio di mediazione civile finalizzata alla conciliazione, coinvolgendo dapprima le camere di commercio, gli ordini professionali e gli organismi privati di eccellenza, dotati di certificazione UNI ISO EN 9001-2008 per il servizio di mediazione civile”.
L’intenzione del dott. Giordano è di presentare il progetto parallelamente anche alla Regione Lombardia, anche grazie al grande supporto che il Forum Nazionale dei Mediatori coordinato dal dott. Giammario Battaglia e Presieduto dall’On. Sen. Gabriele Albertini ha sempre dato al settore emergente della mediazione civile.
L’impegno politico dell’On. Sen. Gabriele Albertini, che con il dott. Ivan Giordano sta sostenendo in Parlamento la proposta di legge scritta a quattro mani dal dott. Giordano anche grazie al contributo del Presidente LAPET Roberto Falcone, è confermato in uno scritto del 20.01.2014, in cui il Senatore Albertini, testualmente, afferma “(…) mi sto impegnando in Commissione Giustizia a collaborare col Professor Giordano, presentando emendamenti alla legge sulla mediazione, e seguendone l’iter d’approvazione, per assicurarne, lo sviluppo e per renderne più efficaci gli effetti.”

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