stressvacanzaSecondo il mental coach Roberto Re sono diminuiti i casi di frustrazione e ansia che accompagnano il rientro dalle vacanze. Segnale positivo o semplice indice di cambiamento di stile di vita e abitudini?

Milano, 8 settembre 2017 – Settembre solitamente rappresenta il mese simbolo del rientro in città e alla routine lavorativa. Negli ultimi anni, però, questo non vale proprio per tutti. Sembrerebbe infatti che in questa calda estate 2017 non siano tutti partiti per le vacanze nel mese di agosto o che semplicemente abbiano ridotto la permanenza nei luoghi di villeggiatura.  Crisi o no, la diretta conseguenza di questo fenomeno è che il momento di pausa non è più visto come classico distacco dalla routine, o almeno non del tutto. Se questo da un lato non sembra un indice positivo, dall’altro genera meno frustrazione e meno ansia nel momento in cui si rimette piede in città (anche perché in fin dei conti si è stati via poco o le mete scelte erano meno ‘esotiche’).

Quest’anno, secondo le indagini annuali condotte da Federlaberghi e Codacons, gli italiani in vacanza sono stati circa il 56.6% della popolazione, nel periodo giugno-settembre (dormendo almeno una notte fuori casa). Più di 27 milioni hanno scelto di rimanere in Italia, mentre quasi 7,3 milioni si sono spostati all’estero. Il 43,1% dei connazionali (24,2 milioni) non ha fatto vacanze, dunque quale miglior modo per evitare lo stress da rientro? Secondo il mental coach Roberto Re, il fenomeno si spiega chiaramente poiché oggi gli italiani sono più consapevoli, hanno meno voglia di lamentarsi della crisi e di conseguenza si rimboccano le maniche più di prima: “Anche se gli italiani non amano rinunciare alle vacanze, quello che si nota dai dati è che, se anche si sceglie di partire nel mese di agosto, si riduce la permanenza. Vado in vacanza se ne ho davvero bisogno, altrimenti resto e lavoro. Ricordiamoci che l’Italia è il Paese dove si fanno più ferie rispetto al resto d’Europa o del mondo, quindi è la nostra mentalità che ci porta ad associare il lavoro allo stress e a qualcosa di faticoso. È un atteggiamento positivo, che fa ben sperare poiché dimostra una diversa consapevolezza e un’assunzione di responsabilità, primo passo verso un reale desiderio di cambiamento”.

Re nota anche che, rispetto agli esordi, 25 anni fa, sono diminuite le persone che, ai corsi motivazionali di settembre, dichiarano di voler stravolgere la propria vita in virtù di diverse consapevolezze e di un brusco rientro alla realtà al rientro dalle ferie. “Se la vacanza è ‘light’ spesso la conseguenza è che l’atteggiamento all’inizio e quello alla fine delle ferie siano più neutri, e che lo stress quindi incida meno una volta tornati alla routine autunnale”, dichiara Re.

Questo restante 57% che ha sfruttato appieno il mese di agosto per godere delle ferie quindi come reagirà al rientro? Vale il solito adagio: affrontare il rientro nel modo giusto, riprendere le abitudini cittadine, facendo al contempo fruttare i benefici che il periodo di riposo ha generato per il nostro equilibrio psico-fisico. Il mental coach Roberto Re suggerisce come affrontare con spirito ‘positivo’ il rientro, grazie a un approccio interiore rivolto a una nuova sfida. E se è vero che sono due gli aspetti da tenere sotto controllo al momento del ritorno in città, quello fisico e quello  mentale, ecco i consigli per rimettersi in linea dopo le vacanze, riprendere i ritmi lavorativi e rimanere focalizzati sull’obiettivo: ”Quello del rientro in città è un buon momento per prendere consapevolezza della propria posizione rispetto agli obiettivi che si desidera raggiungere: questo è il primo passo per gestire la propria motivazione, pianificare le decisioni giuste e agire per ottenere i risultati”, afferma Roberto Re.

 

Come? Basta seguire qualche ‘trucco’:

  1. È importante, per prima cosa, prepararsi in anticipo e in modo ‘progressivo’ al cambiamento e programmare qualche giorno di riposo prima della data effettiva del rientro. L’obiettivo è far si che tornare alla realtà sia il meno ‘traumatico’ possibile e deve essere permeato di positività: “Non c’è niente di peggio, infatti, che ritrovarsi di fronte ad un progetto in cui ci si sente perdenti in partenza - afferma Re - Per evitare questa sensazione è fondamentale pianificare il proprio ‘lavoro’ un passo alla volta“.
  2. Se ad esempio il rientro coincide con il rimediare ai chili di troppo presi durante vacanze pigre e goderecce, il momento del ritorno in città può essere l’occasione per ricominciare l’attività fisica. Ritrovare quindi i ritmi pre-partenza e focalizzarsi sull’obiettivo è un passo decisivo per ammortizzare la fatica del rientro. L’importante è darsi scadenze e obiettivi certi: “Dire ‘voglio perdere 5 chili entro il 30 novembre è diverso da ‘quest’inverno voglio dimagrire’“.
  3. Se, al contrario, la vacanza è stata momento di passeggiate e di nuotate, guai a perdere queste buone abitudini: potranno infatti essere d’aiuto anche sotto la sfera mentale. Svolgere l’attività fisica, infatti, permette un rilassamento e un allenamento della mente che porterà benefici in tutti gli ambiti della propria vita, dalla famiglia al lavoro.
  4. E’ molto importante anche dormire a lungo, almeno lo stesso numero di ore che si riusciva a riposare in vacanza. Andare a letto presto la sera è fondamentale, ma qualche piccolo strappo alla regola è concesso se avete voglia di trascorrere una serata diversa in ricordo della recente vacanza. 
  5. Fintanto che le belle giornate lo consentono, conviene stare all’aperto il più possibile: anche chi lavora in ufficio può approfittare della pausa pranzo per ritagliarsi un momento all’aria aperta.
  6. Un ingrediente essenziale per una buona concentrazione, fondamentale soprattutto i primi giorni, è il rilassamento. Essere rilassati, o imparare a concedersi questi momenti, permetterà di non sprecare troppo tempo ed energie per raggiungere i propri obiettivi.

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