giocoslotAzzardo che passione, è il caso di dirlo. In Italia cresce il numero di coloro che amano tentare la fortuna al gioco. Una interessante raccolta dati di The Economist fa luce sui luoghi dove il gambling è una vera e propria mania, tra tutti i dati analizzati non può non tenersi conto del nostro Paese.

L’Italia è al nono posto della classifica mondiale, fatto sta che qui nel Bel Paese l’identikit del giocatore medio è “Maschio tra i quaranta e i cinquanta anni” la perdita dei giocatori adulti è importante infatti i dati rilevati da The Economist svelano un 19miliardi di fondi persi, peggio di noi l’America ma in USA giocare è un cult e tutti noi sappiamo che esistono persino città fondate esclusivamente su quel business.

Se oltre al gioco legale si unissero i dati del sottobosco criminale che quotidianamente camuffa e trucca le slot machine? La classifica muterebbe? Forse sì!

Tra i giochi cosa preferiscono gli italiani?

Probabilmente le macchinette slot machine ed è molto probabile che le maggiori perdite arrivino proprio da questo genere di passione, non certo dal Lotto e men che meno dal gioco online.

In un interessante articolo su Wired si leggono i dati delle perdite collegate alle macchinette slot, dati allarmanti di perdite medie di 200 dollari l’anno per giocatore.

Il gioco online infatti  non permette tante perdite anzi spesso e volentieri è possibile sfruttare piccole premialità che pare in Italia siano molto gradite: esempio ne è codicebonus.eu che permette di sperimentare i casinò online risparmiando.

La rete con i suoi casinò diventati completamente digitali inizia ad intrigare gli italiani, fatto sta però che a giocare online sono in modo particolare giovani, under 30, che non cercano facili vincite o speranze di rendita, bensì, come dimostrano alcuni dati rilevati da Nomisma, usano le carte, i dadi e la roulette per rilassarsi in un attimo della giornata, questi ultimi non investono più di 15 euro al mese.

Il gioco cambia, quello virtuale pare non essere ancora diventato massimo rischio per le patologie, è anche vero che sono proprio le società di gestione dei siti a specificare le possibilità di dipendenza e a tentare, in tutti i modi possibili, la dissuasione da tali comportamenti. Esistono persino blog dove le società illustrano il GAP così come altri si sono attivati su una sorta di timer virtuale che non prevede la possibilità di gioco oltre un tempo stabilito prima di iniziare la sessione.

Piccoli accorgimenti che diventano importanti specie in una realtà come la nostra dove la passione per le slot sembra essere in eterna crescita e sopratutto dove si inizia a ragionare sulle forme di prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico.

Pare chiaro che in tal senso le attività digitali messe in atto dalle tante società possono diventare una piccola risorsa anche per il mondo reale.

 

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