generica22(di Giuseppe La Rosa) Secondo quanto emerso dagli ultimi dati diffusi dall’Istat, “la ricerca di un lavoro è il motivo della migrazione in Italia per il 57% degli stranieri nati all’estero e per un terzo dei naturalizzati.” La migrazione è poi dovuta anche a ragioni familiari, nel 39% dei casi, principalmente per le donne.

Il quadro emerge dal report dell’Istituto di statistica pubblicato nei giorni scorsi riguardo “L’integrazione degli stranieri e naturalizzati nel mercato del lavoro”. Da ciò si evince che nel nostro Paese gli stranieri sono stati colpiti dalla crisi più duramente degli italiani.

L’Istat ha evidenziato come il tasso di occupazione degli stranieri sia sceso del 6,3% dall’inizio della crisi nel 2008. Dato inferiore rispetto a quello relativo alla situazione degli italiani di nascita, per cui si è rilevato un calo del 3,3%.

A fronte del tasso di occupazione degli italiani al 55,4%, il tasso di occupazione relativo agli  stranieri continua a mantenersi più elevato, al 59,3% . Questo è dovuto soprattutto all’età media della popolazione di origine straniera presente in Italia che per la maggior parte, circa il 70%, risulta al di sotto dei 45 anni.

L’Istat precisa che “nel secondo trimestre 2014, la stima degli occupati stranieri di 15-74 anni è di 2 milioni 310 mila.” Ma, continua l’Istat, “l’occupazione ha subito una contrazione di 6,3 punti percentuali dal 2008” e “il tasso di disoccupazione degli stranieri è quasi raddoppiato rispetto a sei anni prima (+7,1 punti rispetto a +5,2 per gli italiani dalla nascita)”. Infatti, dal 9% del 2008 è passato al 16,1% nel 2014.

Per quanto riguarda le modalità di ricerca di un impiego, circa “il 59,5% degli stranieri ha trovato lavoro grazie al sostegno della rete informale di parenti, conoscenti e amici”.

Altri dati significativi si riferiscono agli ostacoli  che gli stranieri incontrano quando cercano lavoro nel nostro Paese. Non essere di origini italiane può essere un problema per il 36,2% degli stranieri; anche la poca conoscenza dell’italiano può essere determinante per il 33,8% degli intervistati. Ulteriori problematiche sono poi legate sia al riconoscimento del titolo di studio acquisito all’estero, nel 22,3% dei casi, sia a motivi culturali, per il 21,1%.

Questi dati dimostrano come l’integrazione degli stranieri nel mercato del lavoro italiano sia ancora incompleta. Infatti, il 29,9% di coloro i quali  hanno un’occupazione afferma di avere un impiego poco qualificato rispetto al titolo di studio e alle competenze possedute, ciò limita molto le dinamiche che regolano la concorrenza tra i lavoratori.

Il nostro mercato del lavoro non si è ancora ripreso dalla grave crisi attraversata, ma se non ci fossero gli immigrati, oggi staremmo ancora peggio.. Facendo rifermento ai dati demografici emerge come gli stranieri nel nostro Paese rappresentino l’8,6% della popolazione compresa tra i 15 e i 74 anni. Inoltre, i cittadini di origine straniera residenti in Italia hanno registrato un incremento del 58,8% rispetto agli ultimi dati del 2008 e si stima che entro il 2020 gli stranieri rappresenteranno il 50% dei lavoratori  impiegati in mansioni che richiedono bassa qualificazione.

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