Un mercato poco analizzato dai media ma pur sempre importante per lo scenario italiano è quello delle pompe funebri che risulta essere un punto fermo dell’economia del Paese nonostante la crisi di liquidità che sembra sempre dietro l’angolo. A questo proposito vorremmo analizzare lo scenario delle onoranze funebri dal punto di vista economico e sociale in Italia, evidenziando le differenze tra nord e sud.

La frammentazione delle piccole imprese

Dalla liberalizzazione del 1998 con le Leggi Bersani si è assistito ad un aumento esponenziale delle imprese operanti in campo funebre. Prima di quella data il mercato era chiuso e riservato esclusivamente a quelle realtà familiari locali che si tramandavano di generazione in generazione la conduzione aziendale. È questo il caso delle pompe funebri presso Monza e di tutte quelle realtà locali che operano in un contesto geografico ben preciso e limitato alla zona di appartenenza dei clienti. Dopo l’apertura del mercato, invece, sono nate numerose realtà che, pian piano, hanno collegato il panorama degli esercizi funerari ad un contesto nazionale ed internazionale. Nello specifico è questo il caso delle produzioni di bare e cofani che ha visto una flessione delle produzioni manifatturiere artigianale in favore di quelle low cost estere. Al sud l’esercizio di servizi funerari, molto spesso, è un secondo lavoro per chi già ha un’attività lavorativa in atto. Questo si verifica meno al nord dove i cambiamenti sociali hanno portato conseguenze e scenari differenti.

Differenze tra nord e sud

Nonostante il mercato segua un andamento omogeneo in tutto il Paese vi sono alcune differenze tra nord e sud che testimoniano l’evoluzione sociale e finanziaria italiana. Se prendiamo, per esempio, il dato relativo al numero di domande di cremazione presso le pompe funebri di Monza e del Nord Italia in generale vediamo come questo tipo di servizi sia maggiormente richiesto nel Nord rispetto al Sud. Le cremazioni sono comparse sul mercato con incrementi annui di dieci punti percentuali per cui Milano è la città caratterizzata dal maggior numero di richieste. Al contrario la cremazione non è la scelta prediletta al Sud per cui la città con il minor numero di richieste è Palermo. Questa differenza è riscontrabile in questioni religiose e di culto ma anche da motivi economici per cui la cremazione risulta essere l’opzione più conveniente.

Quali scenari futuri?

Nel futuro le aziende italiane operanti nel settore dei servizi funerari dovranno quindi fare sempre più i conti con la ridotta disponibilità economica delle famiglie e con l’avvento di nuovi protagonisti internazionali in grado di offrire buoni servizi low cost. Ovviamente una bara economica non potrà mai sostituire il pregio e il valore di una bara prodotta in Italia con legni selezionati visto che è anche un motivo di vanto del nostro export. Risulta infatti che i prodotti della manifattura funeraria siano molto apprezzati all’estero, come testimonia anche la recente Fiera internazionale dell’arte funeraria tenutasi a Bologna, Tanexpo, a cui hanno preso parte quasi ventimila professionisti provenienti da ben cinquantacinque paesi esteri. Alla fiera hanno partecipato trecento espositori e l’evento ha segnato la volontà delle aziende italiane di continuare a offrire un servizio d’eccellenza senza farsi intimorire dalle proposte estere.

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