icardiIl gol è una questione di sangue. E alcuni lo portano anche nel cognome, o meglio nell’iniziale del proprio cognome. È il caso di Mauro Icardi e Ciro Immobile, gli attuali capocannonieri della stagione di Serie A 2017-18. Entrambi a quota 15 reti in sole 14 partite, hanno già vinto in precedenza il titolo di capocannoniere, e quest’anno stanno dando vita a una lotta a due per vincere di nuovo questo premio individuale, nonostante si tratti di due centravanti dallo stile e dal tipo di gioco diverso. Il laziale, che è andato a segno nel derby perso 2-1 contro la Roma, ha iniziato meglio e in maniera più costante, mentre l’interista, che dei nerazzurri è anche il capitano, è cresciuto a lungo andare e con la doppietta contro l’Atalanta ha agganciato Immobile in cima alla classifica marcatori. Il fattore ‘I’ sembra essere dunque chiave per chi parla con i gol in questo campionato. Dopo che l’anno scorso a vincere la classifica marcatori è stato Edin Dzeko della Roma con 29 reti, con Dries Mertens secondo a quota 28, in questa stagione gli equilibri e le tendenze sono cambiate.

Quelli che adesso sono i chiari favoriti alla vittoria del titolo di capocannoniere del campionato, hanno due carriere diverse e sono due attaccanti distinti per modo di partecipare alla manovra collettiva e anche per il tipo di gol che mettono a segno, anche se in area di rigore incutono lo stesso rispetto nei difensori avversari. Immobile è arrivato alla Lazio dopo un percorso tribolato in giro per l’Europa, mentre Icardi è stato un predestinato fin da subito e il suo acquisto da parte dell’Inter nell’estate del 2013 è stato una scommesse alla fine molto indovinata. L’italo argentino aveva sorpreso tutti con la sua tripletta alla Juventus quando giocava nella Sampdoria, mentre il napoletano si era fatto notare in Serie B con il Pescara di Zdenek Zeman, che nella stagione 2011-12 salì in Serie A con il record di gol fatti grazie alle prestazioni di Immobile, Insigne e Verratti, oggi tutti nella nazionale italiana. Adesso che sono tra i migliori goleador del campionato, è bene però analizzarne le differenze.

Icardi, un classe 1993 formatosi nella primavera del Barcellona, è il classico centravanti d’area di rigore che magari non partecipa troppo alla manovra ma che negli ultimi metri è devastante, come dimostrano i suoi 93 gol in 160 partite con l’Inter, la squadra della quale è capitano e principale speranza di punti da ormai due anni. L’italo argentino, che è nel giro della nazionale del continente sudamericano, è per statistiche l’attaccante più prolifico negli ultimi dieci metri. Il suo carattere deciso lo aiuta moltissimo ad essere freddo sotto porta ma soprattutto gli permette di essere freddissimo dagli undici metri, uno dei modi apparentemente più facili per andare in gol ma che al contempo mette molta pressione al tiratore. In molti ricorderanno il cucchiaio messo a segno contro il Napoli nel 2015 quando l’Inter rimontò da 0-2 a 2-2 in un ambiente ostile e bollente come quello del San Paolo. All’Inter da ormai quattro anni, il rosarino è presente e futuro della squadra nerazzurra, che punta su di lui per tornare a grandissimi livelli adesso che la nuova proprietà cinese è disposta a mettere su una squadra solida come quella ora guidata da Spalletti.

Immobile, nato nel 1990, è cresciuto invece nella primavera della Juventus, che però ha abbandonato presto per farsi le ossa in provincia. Con la già citata esperienza di Pescara come trampolino di lancio verso la fama, il centravanti adesso alla Lazio ha disputato prima una stagione di adattamento al Genoa per poi essere ingaggiato dal Torino, dove ha ripagato la fiducia del presidente Urbano Cairo mettendo a segno 22 reti nella stagione 2013-14, quando con Alessio Cerci a fianco realizzò la miglior stagione della sua carriera diventando capocannoniere a fine anno. Abile anche con la palla tra i piedi e ad associarsi con i compagni, Immobile ama partire più da dietro, anche se è in qualità di punta centrale che mette a segno le migliori performance. I suoi gol al Torino attirarono l’attenzione del Borussia Dortmund prima e del Siviglia poi, ma a Ciro l’estero non è andato a genio. Tornato a Torino, Ciro ha ripreso a segnare, finendo poi finalmente alla Lazio dove, dopo i 23 gol in 36 partite dell’anno scorso, è tornato ad esplodere questa stagione.

I due contendenti per il titolo di capocannoniere in Italia sono due attaccanti diversi nei modi, ma che parlano la stessa lingua, quella del gol. Icardi e Immobile si sfideranno a suon di reti da qui fino a maggio, quando le chiacchiere finiranno e a parlare saranno i fatti. O meglio i referti ufficiali delle partite.

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