In Africa ci sono guerre tra stati e lotte tribali di cui i media non informano, lasciando che le vittime civili e non di questi scontri restino nell’ignoranza e nella dimenticanza dei cittadini di paesi europei e americani. Vittime di serie B che non godono della stessa visibilità di quanti muoiono invece su fronti più “interessanti” da un punto di vista giornalistico: Medio Oriente su tutti. Alcune di queste nazioni si sono liberate di alcune loro piaghe che dilaniavano la società mentre altre sono in situazioni precarie dove il governo centrale non riesce a dare una svolta decisiva alla situazione, lasciando che gli scontri si protraggano nel corso degli anni in sanguinose guerre civili e colpi di stato che costano la vita soprattutto a persone innocenti. Motivi religiosi, economici o semplici rivalità etniche derivate dalla storia sono solitamente cause scatenanti di queste situazioni.

“L’ultima alba” (Tears of sun) è una pellicola uscita inizialmente nel 2003 che si ambienta in Nigeria. La famiglia presidenziale risulta essere stata sterminata durante un colpo di stato e il paese imperversa in una momentanea anarchia. Un manipolo di soldati guidati dal tenente Waters (Bruce Willis) viene inviato in missione per salvare la dottoressa Kendricks (Monica Bellucci) e un prete locale. La donna, volontaria in un villaggio, fatica ad abbandonare gli abitanti del luogo a sé stessi, specie in un momento che vede l’avvicinarsi dell’esercito ribelle, spietato e crudele. Per questo motivo il commando americano si trova costretto a rinunciare all’evacuazione aerea per affrontare una lunga camminata nella foresta in direzione del vicino confine con il Camerun alla ricerca della salvezza.

Il film non ha goduto di un buon consenso da parte della critica a causa di una trama troppo semplice e banale che sfrutta gli elementi di azione, che culminano nello scontro finale, senza sviluppare molto le vicende collaterali che avrebbero dato maggior spessore riflessivo al prodotto. Non bastano i nomi di Bruce Willis (Die Hard, Sin City) e Monica Bellucci (Matrix, I fratelli Grimm e l’incantevole strega) a trasformare una buona idea con una sceneggiatura debole in un gioiellino cinematografico.

Il pensiero che quanto viene mostrato all’interno della pellicola rispecchi almeno in parte i reali eventi che accadono ai civili in aree di guerra fa molto pensare e riapre un mondo davanti ai nostri occhi che si incentra su un contesto solitamente ignorato: quello del continente nero. Niente Viet-Nam né Medio Oriente: il centro dell’attenzione è quella parte di mondo estremamente povera dove gli scontri tribali sono all’ordine del giorno e dove capitano guerre per prendere possesso di risorse vantaggiose; ma anche dove i confini a volte sono mere linee tracciate sulle mappe a separare aree di cui il governo centrale non ha controllo. Se l’obiettivo finale era ricordare come queste situazioni siano ancora oggi reali, il film riesce benissimo nel proprio intento.

All’interno del blu-ray disc sono disponibili diversi extra tra cui i trailer, sia quello originale che quello italiano, le interviste al cast e alla troupe e uno speciale sul set che soddisferà le curiosità degli appassionati. Il disco proposto da Medusa contiene la versione da 121 minuti (esiste anche quella da 142).

L’ultima alba

Medusa

121 min

Gianfranco Broun

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