Quante volte avete sentito parlare di “gamification” senza però capire di cosa si stesse parlando? Proviamo a fare chiarezza allora in questo nostro articolo. Partendo proprio dalla definizione: per gamification si intende la conversione delle attività quotidiane in un gioco, dove si ricevono premi ogni volta che viene svolto un compito o si concretizza un dato obiettivo. Si innesca così un processo di motivazione e soddisfazione nato dai premi e dai traguardi raggiunti, che cresce fino a che non si raggiunge un certo livello di soddisfazione personale.

Sembra la ricetta antica, e mai banale, dei genitori e dei figli: se sarai promosso ti regalerò qualcosa, se andrai bene al compito in classe potrai uscire oggi pomeriggio. Così le tecnologie moderne hanno tradotto tutto questo con delle applicazioni che vi ricompensano per qualsiasi cosa stiate facendo: fare attività fisica, risparmiare denaro, visitare un posto mai visto. La Gamification è ormai un temine di uso comune in tutti i dipartimenti di marketing e non solo, poiché è il principale strumento per creare engagment e interazioni positive da parte degli utenti.

Qual è il segreto di questo approccio? Molti studi hanno ormai analizzato il processo della gamification, individuando nella dopamina la sostanza in grado di agire sulla motivazione. Questo neurotrasmettitore infonde infatti un senso di piacere che ci spinge a ripetere una precisa attività, etichettata come fonte di premio, il cui impulso iniziale è stato fornito dalla dopamina stessa.

Più obiettivi raggiungiamo più dopamina viene rilasciata, quindi si amplifica la volontà di raggiungere nuovi obiettivi. Questo circuito cerebrale è il principio base della gamification, che allo stesso modo offre ricompensi per piccoli obiettivi, provando piccoli rilasci di piacere cerebrale sotto forma di dopamina. Uno dei campi di applicazione è sicuramente quello del gambling online, in particolare quello delle moderne slot machine online, che hanno assunto negli ultimi anni delle caratteristiche simili ai giochi da console. Gli operatori del circuito AAMS collaborano da anni con i migliori sviluppatori di software per creare dei titoli interattivi, i quali tramite il superamento di livelli, l’ottenimento di bonus e di versioni extra del gioco, hanno permesso a questa nicchia di coinvolgere quasi tre milioni di utenti.

La rivista Scientific American ha analizzato quindi le ricompense digitali andando a studiare re grandi fattori. Vediamo quali:

  1. L’autonomia: quando raggiungiamo un obiettivo da soli, senza l’aiuto di altri, siamo spronati a ripetere lo stesso o magari alzare l’asticella. Più un obiettivo è percepito come personale, unico e privato, più dedichiamo tempo e impegno per raggiungerlo.
  2. Il valore: ogni obiettivo ha ovviamente un valore intrinseco. È quello che ci spinge a metterci in gioco. Più valore attribuiamo a qualcosa, più cresce quindi la nostra motivazione nel raggiungere ciò che desideriamo.
  3. La competizione: l’essere umano è un animale competitivo. Quindi più un obiettivo è difficile, o viene raggiunto da altri, più siamo incentivati e mettere tutti noi stessi per arrivarvi.

A queste tre idee, abbastanza semplici, si aggiungono anche altre due categorie di motivazione: la motivazione estrinseca, quella che deriva da ricompense esterne come denaro, jackpot, premi, oppure la motivazione intrinseca, il piacere o l’interesse verso qualcosa.

Non è tutto oro quel che luccica nella gamification. Una ricerca pubblicata sugli Actas della 47esima Hawaii International Conference on Science, afferma che questo processo può aiutare e motivare sono nel raggiungimento di determinati obiettivi e non arriverà a farci fare qualcosa che non vogliamo fare. Gli obiettivi, inoltre, devono essere di breve durata e non troppo esagerati.

La gamification insomma aiuta nella vita quotidiana o può servire come puro divertimento, contribuendo piccoli obiettivi, mete poco ambiziose e a breve termine. Se avete bisogno di un miracolo quindi meglio lasciare stare.

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