Una delle nicchie più longeve e potenti è sicuramente quella dei fumetti. Il fumetto combina arte, satira, comicità, dramma, il tutto rappresentato dalla mano inconfondibile dei propri creatori, visti dagli appassionati come vere e proprie divinità.

Se negli anni 70 l’Italia ha visto probabilmente la massima diffusione e produzione di serie a fumetti, negli anni tra alti e bassi essi sono rimasti in vita, trascinati dalla passione che non finisce mai e si adatta ad ogni cambiamento socioculturale. In quel magico periodo si poteva contare sulle penne dei massimi fumettisti italiani, tra cui Max Bunker e Magnus, coppia storica alle redini del mitologico Alan Ford. I titoli italiani erano infiniti ma tutti godevano di un buon risultato commerciale, da quelli dedicati ai più piccoli a quelli più “spinti” e amatissimi dai ragazzi e dagli adulti.

Con l’avvento dei cartoni animati giapponesi sulle varie televisioni italiane, il fumetto ha perso la sua enorme popolarità, rendendo gli anni 80 un vero e proprio incubo, in particolare per i titoli più “commerciali”. La produzione di fumetti d’autore vide il suo momento migliore, soprattutto con l’ampia diffusione di magazine originali contenenti alcune delle firme più apprezzate nell’intero panorama, ma gli albi da sempre più venduti vissero una crisi fortissima.

Nei decenni successivi la situazione si è riequilibrata, pur soffrendo l’arrivo delle nuove tecnologie che hanno soppiantato molti dei vecchi passatempi o delle vecchie passioni come il fumetto. I fumettisti sono stati però abili a cambiare ed adattarsi alle innovazioni, sfruttando anche i nuovi spazi a proprio favore, pubblicando ad esempio online o sfruttando il web e le nuove piattaforme per incrementare velocemente la propria base di fan.

Se classici come Tex o Topolino non hanno bisogno di fare ciò, pur stando al passo coi tempi, i nuovi autori indipendenti e le nuove strisce a fumetti possono godere di ciò, appoggiandosi alla facilità di diffusione e condivisione che le nuove dinamiche digitali offrono a tutti.

In ogni caso non è la stessa cosa leggere un fumetto da uno schermo e averlo e sfogliarlo tra le proprie mani, soddisfando così quel bisogno di materialità che la nuova società tanto riesce a generare in noi stessi. Analogamente a come è successo per i dischi in vinile, anche nel mondo dei fumetti questa componente risulta decisiva per una rinascita del movimento, come dimostrato dai tantissimi eventi dedicati al mondo di fumetti e manga in cui è possibile acquistare oltre a tantissimi “giornalini” e albi a fumetti, gadget e merchandising vario.

Spesso e volentieri gli appassionati e i lettori non solo acquistano i fumetti, ma cercano di completare una vera collezione, spesso collezionando dal primo numero di una serie all’ultimo. Con l’avvento del web completare finalmente la propria collezione è diventato infinitamente più facile: se prima bisognava muoversi tra mercatini, bancarelle, eventi e rapporti epistolari tra collezionisti per reperire i numeri mancanti, ora basta cercarli sui motori di ricerca dove oltre ai singoli oggetti è possibile affidarsi a svariati siti appositamente dedicati alla ricerca dei pezzi mancanti da aggiungere alla propria collezione.

Dunque il fumetto ancora resiste e non ha certo l’intenzione di alzare bandiera bianca contro le nuove mode. Soprattutto è incoraggiante vedere come in ogni generazione ci siano sempre nuovi esponenti di quest’arte, mossi dalla passione e dal bisogno di farsi sentire, in un modo che è consentito solo e soltanto dal fumetto, mezzo di comunicazione unico e speciale, amato da grandi e piccini.

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