21(di Giulio Perrotta) Il Fantasma di Volterra: terzo atto. Altri studi tecnici sul materiale consegnato durante la prima indagine ha rivelato nuove possibili verità sulle anomalie riscontrate nello spezzone di video consegnato dall’autore Monitor Vanzina.

Tenendo presente quanto rilevato nelle precedenti indagini, appaiono quanto meno “dubbi” alcuni elementi che ad occhio inesperto potrebbero non essere rilevanti. Andiamo nuovamente con ordine.

Nell’articolo pubblicato il 29 Gennaio 2016 (www.laltrapagina.it/mag/fantasmi_prova_esistenza_volterra_pisa/) siamo giunti alla conclusione che:

a) il video originale non mostrava artefatti, modifiche artificiose o tentativi di manomissione;

b) il video originale presentava effettivamente un’anomalia che si manifestava maggiormente nei canali freddi;

c) dalle caratteristiche video analizzate, emerse che l’anomalia era effettivamente presente nel video, persisteva per diversi secondi ed era in movimento lungo il lato inferiore della finestra ripresa, l’anomalia non aveva una presenza fisica corporea calda e non presentava volume e massa.

Da ciò si desumeva che:

a) l’autore del video non aveva modificato il materiale con una tecnica grafica (se non utilizzando particolari filtri in maniera eccellente, in modo tale da camuffare abilmente l’artefatto, comunque non rilevato);

b) l’anomalia non era frutto di un effetto “pareidolico”, per via di alcuni elementi grafici costanti in più punti e in movimento, dettagliati e puntuali;

c) l’anomalia poteva probabilmente rappresentare la prova dell’esistenza di un fenomeno spiritico.

A favore della tesi positiva, da un punto di vista analitico, avevamo che:

a) l’anomalia era presente e definita nei dettagli;

b) l’anomalia aveva un aspetto antropomorfo in più punti;

c) l’anomalia non aveva presenza corporea (infatti, la ragnatela non subiva alcuna modificazioni fisiche con l’avvicinamento dello stesso);

d) l’anomalia era registrata in video mentre era in movimento e non rappresenta un’apparizione statica.

Si concludeva dunque affermando: <<Certo lo studio tecnico effettuato ha fatto emergere la presenza di un’anomalia grafica, non certo la presenza scientifica di un’entità spiritica (che gli operatori grafici non possono ammettere con le prove in possesso); tuttavia, credo ci si possa sbilanciare in questo caso, visto tutti gli elementi in gioco>>.

Nell’articolo del 26 Febbraio 2016 (http://www.laltrapagina.it/mag/fantasma_volterra_secondo_atto_nuove_indagini/), si era provveduto ad analizzare un secondo aspetto, andando a ritroso con le immagini, tra i 17 e i 11 secondi prima dell’apparizione dell’anomalia esaminata. I momenti analizzati vennero poi inseriti nel seguente video: www.youtube.com/watch?v=3KtNakDueH8. Da quell’analisi emerse la presenza di un’anomalia che si muoveva prima sul versante centrale della stessa finestra, poi indietreggiava (rimanendo sempre sul quadro grafico della finestra incriminata), per poi sparire nei secondi successivi “volatilizzandosi in una nube”, per poi riapparire nel lato destro della finestra, come già visto nel primo video.

Stavolta, però, c’era qualcosa di strano (da un punto di vista grafico): i livelli di regolazione cromatica evidenziavano dettagli nei colori caldi (e non freddi) e  la “convoluzione” questa volta era al minimo in quanto il lavoro lo faceva la stessa luminosità proveniente dall’esterno verso l’interno della sala dietro la finestra. Certo, la “fumeggiatura” poteva essere frutto sia della deformazione creata dalla telecamera (per la sua scarsa qualità), sia il movimento stesso del cameraman (evidentemente non professionista); tuttavia, qualcosa di strano restava: riuscivamo a vedere una sagoma fisica “strana” priva di dettagli chiari e comunque capace di interagire con l’ambiente circostante, in grado di “dissolversi” ed essere “fumeggiante”, pur non presentando ne iridescenze particolari ne bagliori strani.

Quello che era sicuro era la mancanza di qualunque artefatto volontario e cosciente da parte dell’operatore video. Questo risultava da un primo approccio tecnico.

Le indagini però non si sono conclude a quel punto, in quanto la seconda anomalia riscontrata era nettamente diversa dalla prima, più “paranormale”:

1) a favore della tesi che l’anomalia possa essere un’entità spiritica abbiamo che:

- mantenendo la convoluzione al minimo ma illuminando al massimo, si denota che la sagoma ha soltanto un profilo (e non un pieno), quindi non è un entità corporea vera e propria;

- la sagoma non ha un profilo costante e non è un’entità fisica, comunque non è frutto di riflessi o giochi di luce, tenuto conto delle condizioni ambientali e delle prospettive in gioco;

- i pixel sono coerenti con tutto il resto del video, quindi non è un montaggio o un prodotto artefatto;

- la sagoma si muove nello spazio e si intuisce una dinamica antropomorfa (cfr. movimento del braccio e della testa), quindi non è un elemento inserito volontariamente per simulare una presenza.

2) a favore della tesi che l’anomalia possa essere tutt’altro che un fantasma abbiamo che:

- la sagoma non emana luminosità come ci potremmo aspettare da un fantasma (confrontando altri reperti similari);

- non ha temperature fredde.

Se è vero, dunque, che l’elemento “luminosità” e la “bassa temperatura” non presuppongono necessariamente l’esclusione dell’esistenza del fenomeno spiritico, ci troviamo difronte a qualcosa di straordinario; una prova che merita un’ulteriore indagine e un’ulteriore approfondimento, magari nelle sedi opportune, con il benestare dell’Amministrazione Comunale di Volterra, restia a rilasciare le autorizzazioni necessarie per sostare in quel luogo, per via di un “problema legato alla salubrità ed incolumità pubblica” (o forse magari perché l’area è sottoposta a trattativa commerciale e si rischierebbe di far saltare un’operazione economica).

Da questo punto non si poteva più andare avanti e sicuro che il materiale fosse il punto di partenza, ho chiesto a Monitor Vanzina il video integrale della visita a Volterra, non avendo risposta ancora oggi. A tutti gli effetti, dunque, con il rifiuto indiretto di consegnarmi il video l’indagine non può più proseguire, tenuto anche conto che il Comune di Volterra ha vietato l’ingresso nei locali per questioni di sicurezza pubblica.
Cosa fare allora?
Tornando alla prima indagine, alcuni elementi (alla luce del secondo studio) potrebbero far emergere (forse) la prova che il video è artefatto e che l’anomalia in realtà non rappresenta nulla di “paranormale”. In attesa di ricevere il video completo e originale, occorre fermarsi ai dubbi che si rilevano proprio dallo spezzone consegnato.

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Difatti, pur rimanendo quanto detto nei due articoli precedenti, non possono non essere prese in considerazioni anche le seguenti discrepanze:
a) l’anomalia studiata nel primo articolo non ha una risoluzione identica all’ambiente circostante, in quanto le pixellate sono coerenti con tutto l’ambiente circostante, salvo che nel contorno che disegna il viso e l’immagine della testa, dove appaiono omogenee ma non effettivamente uniformi rispetto alla risoluzione degli elementi ripresi in quello spezzone di video;
b) la risoluzione del viso, dunque, è nettamente più nitida rispetto ai contorni del resto del corpo, e questo potrebbe far pensare che l’anomalia sia stata effettivamente costruita per far emergere maggiormente il viso, punto di forza della manifestazione. Da un primo controllo tecnico questo elemento sembrava non emergere, tenuto anche conto che non sappiamo materialmente se la presenza incorporea possa reagire con il video in maniera sia omogenea che uniforme. Tuttavia, giova rilevare l’anomalia in chiave “negativa”, anche per permettere una più attenta analisi, magari all’intero video.
Tutto questo, salvo prova contraria, potrebbe (in linea ipotetica) far dedurre (magari erroneamente) che l’anomalia sia stata volutamente inserita in quello spezzone di video, per far emergere la presenza di un’entità non realmente presente al momento delle riprese. Inoltre, i contorni dell’anomalia sono troppo definiti rispetto agli elementi riscontrabili intorno alla ragnatela e al bordo della finestra ripresa.
Possibile, dunque, che l’anomalia sia in realtà un prodotto multimediale ben elaborato per simulare la presenza di un’entità spiritica?
Attendiamo, dunque, che lo stesso autore del video, Monitor Vanzina, confermi la sua buona fede, inviando il video completo della visita a Volterra, così da spiegare nel dettaglio i motivi tecnici della presenza dell’alterata risoluzione delle immagini legate all’anomalia.

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