A spingere l’uomo a compiere azioni malvagie sono le emozioni. Paura, odio e invidia sono causa di gesta violente o vili che l’individuo compie per compiacere sé stesso: si tratti di ottenere l’oggetto del desiderio o di distruggerlo. Questi sentimenti sono le cause scatenanti di screzi e omicidi, ma anche di guerre in cui le vittime si contano a milioni e dove distruzione e povertà sono gli unici vincitori.

Dopo che la terza guerra mondiale ha sconvolto la società e la conformazione geografica del pianeta ha subito enormi mutamenti, nella città di Libria si è deciso di rinunciare alle emozioni grazie al Prozium, un inibitore che rende l’individuo più razionale, efficace ed efficiente tramite la costante somministrazione a cui ogni cittadino è obbligato.

Allo stesso tempo ogni oggetto o passione che possano suscitare in qualche modo sentimenti devono essere rimossi in maniera definitiva: si tratti di quadri, dischi o libri. Anche le persone che rifuggono queste regole sono ricercate come i peggiori criminali. Per tale scopo esiste un corpo speciale che quotidianamente opera all’esterno delle mura. John Preston è il migliore di questi agenti.

Un giorno però non prende la propria dose di Prozium: è l’inizio del cambiamento. Merito delle emozioni che iniziano a farsi prepotentemente strada in lui convincendolo a rinunciare totalmente all’inibitore emotivo. Vivere in una società senza emozioni e comportarsi come uno che non ne provi alcuna è però una cosa pressoché impossibile che metterà a dura prova le capacità del protagonista: specie quando dovrà uccidere altri esseri umani o innocenti cuccioli di cane.

Ispirato a opere come 1984 o Fahrenheit 451, Equilibrium è un film molto interessante, ben impostato e piacevole da vedere. Tra architetture di chiara ispirazione nazionalista, le riprese degli esterni sono state girate tra la Berlino nazista (lo stadio inaugurato da Hitler) e la Roma fascista (il quartiere dell’EUR) i personaggi si muovono in un mondo freddo e meccanico dove tutto è studiato per funzionare al meglio: non sarà un caso se in diverse occasioni tornerà alla mente Gattaca, a cui si deve però sommare anche una forte dose di azione alla Matrix che rende tutto più commerciale. Interessante lo sviluppo della filosofia dell’arma da fuoco che si evolve nel kata della pistola, un misto tra uno studio statistico delle traiettorie più convenzionali delle pallottole durante gli scontri a fuoco e la filosofia dell’arte marziale orientale. Pochi sono gli ambienti in cui trapelano emozioni: tutti celati e nascosti agli occhi esterni, godono di un’atmosfera malinconica da paradiso perduto.

Tutto il distacco, l’asetticità e la sterilità che permea nella pellicola, si rispecchia anche nei comportamenti dei diversi personaggi che in buona parte non dovrebbero provare alcuna emozione. Se Christian Bale (Batman Begins, American Psycho) regge bene il confronto mostrando perfettamente l’evoluzione del protagonista, non altrettanto convince Taye Diggs (Dylan Dog) che lascia trapelare in più momenti, colpa forse anche della sceneggiatura, una emotività che dovrebbe essere del tutto assente. Un lavoro in ogni caso molto difficile da compiere per tutti gli attori chiamati in causa. Effetti speciali ben realizzati, trama decisa e ritmo serrato permettono allo spettatore di gustarsi una piacevole pellicola di fantascienza distropica dall’interessante contenuto narrativo con tanto di messaggio sociale.

Equilibrium

102 min

Eagle Pictures

Gianfranco Broun