E’ ancora viva presso la X Commissione del Senato, la discussione sugli emendamenti “salva-mediazione”. Oggi l’emendamento 16.0.2 (De Lillo) é stato riformulato e domani si saprà circa la sua ammissibilità. Le novità del testo riguardano essenzialmente l’anticipo del termine della obbligatorietà del tentativo di mediazione al 31 dicembre 2015 (nella prima formulazione era il 2017), la riduzione del tempo massimo di riuscita di un procedimento di mediazione (diventa di due mesi anziché di 4 mesi) e l’introduzione dell’obbligo delle parti ad essere assistite da un avvocato quando non si raggiunge un accordo e si chiede al mediatore di formulare una proposta. Riformulato nella medesima direzione anche l’altro emendamento, il 37.0.26.

Ecco il testo riformulato:

16.0.2 (testo 2)
DE LILLO
Dopo l’articolo 16aggiungere il seguente:
«Art. 16-bis
(Modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28)
1. Al decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 dell’articolo 5, è sostituto dal seguente: ”1. Sino al 31 dicembre 2015, chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto, ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6 del presente decreto. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni”;
b) all’articolo 6, comma 1, le parole ”quattro mesi” sono sostituite dalle seguenti: ”due mesi”;
c) all’articolo 8, comma 1, le parole ”il primo incontro tra le parti non oltre quindici” sono sostituite dalle seguenti: ”il primo incontro tra le parti e il mediatore non otre trenta”;
d) all’articolo 11, comma 1, dopo le parole ”Quando l’accordo non è raggiunto, il mediatore” e prima delle parole ”può formulare una proposta di conciliazione.”, sono inserite le seguenti: ”, se le parti partecipano al procedimento di mediazione e sono assistite da un avvocato,”;
e) all’articolo 17 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 4 sono premesse le seguenti parole: ”Fermo quanto previsto dai commi 4-bis e 5 del presente articolo,”;
b) dopo il comma 4 è inserito il seguente: ”4-bis. Quando, all’esito del primo incontro con il mediatore, la procedura si conclude con un mancato accordo, l’importo massimo complessivo delle indennità di mediazione per ciascuna parte, comprensivo delle spese di avvio del procedimento, è di 80 euro, per le liti di valore sino a 1.000 euro; di 120 euro, per le liti di valore sino a 10.000 euro; di 200 euro, per le liti sino a 50.000 euro; di 350 euro, per le liti di valore sino a 500.000 euro, e di 500 euro per le liti di valore superiore.”».

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