Copia di IMG_4775Dopo l’ennesima triste notizia legata al terrorismo è difficile scrivere di sport ma è nostro dovere provarci. Siamo in Belgio con Laltrapagina.it per provare a raccontare da un punto di vista italiano una competizione straordinaria con grandi valori tecnici ed umani. L’hockey è da noi poco conosciuto ma sarà facile per i nostri lettori entrare nell’atmosfera della “Final Four”, fase terminale di questa EHL 2017.

Ricordiamo ai lettori che nell’hockey ogni gara è suddivisa in quattro tempi da 15 minuti, ogni squadra è composta da 18 giocatori dei quali 7 in panchina ed 11 in campo (come nel calcio), le sostituzioni sono infinite (Rolling substitutions), non esiste fuorigioco dal 1994, esiste la prova tv e l’obiettivo è fare più gol dell’avversario indirizzando la pallina (non il disco!) dentro alla porta avversaria in un campo sintetico. Se ve lo state chiedendo, non ci sono pattini ed i giocatori non corrono a cavallo, ma si muovono con le loro gambe!   L’hockey è uno sport veloce e frenetico ma dopo aver capito le regole base tutti gli spettatori sono in grado di coglierne bellezza e spettacolarità. Una parte importante del gioco costituita dai corner corti, situazione di gioco simile al calcio d’angolo calcistico ma ben più rischiosa per i difensori. La squadra che attacca fa partire la punizione con un passaggio dalla linea di fondo al limite dell’area; qui si trovano uno stoppatore che ferma la pallina ed un tiratore incaricato di lanciare con violenza e precisione la palla all’interno della porta. 4 difensori ed un portiere corrono verso gli attaccanti per tentare di intercettare il tiro. Squadre con grandi specialisti di questa particolare fase di gioco hanno più probabilità di vincere la partita.

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La Euro Hockey League (EHL) è la massima competizione europea per club di hockey su prato. Le “Final four” sono le quatto partite conclusive del torneo alle quali sono ammesse a partecipare le squadre di club che sono arrivate in fondo alla competizione. La EHL è una sorta di Champion’s League dell’hockey, più veloce, più spettacolare, molto meno ricca della cugina calcistica ma con nulla da invidiare in quanto a  fascino in quanto a livello tecnico, atletico e tattico degli giocatori. Un discorso particolare merita la cornice di pubblico e lo spirito generale della competizione: FairPlay, passione, spirito di aggregazione e socialità, sono la chiave del successo della EHL. Un evento al quale qualsiasi appassionato di sport dovrebbe partecipare almeno una volta nella vita. In Belgio e Olanda l’hockey su prato è giocato a livello professionistico e lo standard organizzativo della competizione è di assoluto valore. L’atmosfera della manifestazione colpisce l’immaginazione dei profani di questo sport: la competizione è non soltanto un evento sportivo, ma anche sociale in cui ragazzi di ogni età e famiglie, trascorrono tempo insieme in un ambiente sano e piacevole. Tutta un’altra galassia rispetto ai tristi spettacoli che siamo abituati a vedere negli stadi italiani e di tutto il mondo. Basti pensare ai sentimenti antisportivi che hanno percorso le menti ed i cuori dei tifosi italiani prima, durante e dopo la finale di #UEFA #ChampionsLeague tra la #Juventus e il #RealMadrid.

 

Ma torniamo ai risultati dell’EHL: in queste semifinali si sono scontrate sul sintetico di Brasschaat davanti a circa 4500 spettatori le quattro finaliste provenienti da Belgio, Germania, Inghilterra e Olanda. Sotto il mutevole cielo anversese abbiamo potuto assistere alle gare che hanno determinato la composizione delle finali, che si giocheranno rispettivamente alle 13.00 (finale 3° e 4° posto) e alle 15.30 (finale 1°e 2°) di domenica 4 giugno.

 

I risultati non hanno disatteso i pronostici e in ogni caso non tedieremo i lettori con tecnicismi che potrebbero suonare ostili ai meno informati su questa disciplina. Ricordiamo anzitutto che le squadre più evolute sono quelle olandesi e tedesche, che buone scuole di hockey sono anche quelle inglesi (fondatori della disciplina) e spagnole (la Spagna ha conosciuto il verbo profetico del guru Horst Wein); il Belgio al tempo di “Euro ’99” (campionato Europeo per nazionali disputatosi allo stadio Merigliano di Padova) era una nazione del livello dell’Italia: oggi è argento olimpico in carica.

Nella prima semifinale (ore 13.00, 3 giugno) si sono scontrati i padroni di casa del KHC Dragons contro i tedeschi del Rot-Weiss Köln. Dopo un buon avvio dei fiamminghi, la gara si è svolta a senso unico con i tedeschi avanti per 5-0 e dominatori del gioco nella seconda e terza frazione di partita. L’emozionante quarto quarto ha visto una rimonta pazzesca da parte dei belgi che hanno saputo ridurre le distanze segnando 3 gol in 5 minuti mettendo in seria difficoltà i teutonici che hanno rischiato il testacoda. Troppo poco per recuperare la partita. Si sono distinti in particolare il capitano dei Dragons, il numero 3 Arthur Van Doren, autore di una bellissima partita, Jeffrey Thys (18) e Felix Denayer (19). I tedeschi con una grande prestazione collettiva hanno saputo imporre una impressionante potenza di fuoco. Da segnalare in particolare l’eurogol del belga Van aubel per il 5-2: controllo superbo in 3D (conduzione aerea con la pallina “incollata” al bastone) e drive (tiro colpito) di rovescio. La partita si è conclusa con un 3-5 finale.

 

La gara tra gli inglesi del Wimbledon (divertenti i tifosi vestiti da tennisti sugli spalti) capitanati da Simon Mantell (migliore in campo) e la corazzata olandese Oranje-rood, è prevedibilmente finita con lo strapotere della squadra di Eindhoven. 4 gol nel primo quarto, 2 nel secondo più altri due nell’ultimo quarto fanno registrare un pesante 8-0 per arancio-rossi neerlandesi. Da segnalarsi due gol annullati agli olandesi nel terzo tempo grazie alla prova video.

 

[Continua nella seconda parte]

 

 Nicola Valentini

Foto: Valentina Micaletto

 

Nell’immagine Christofer Ruhr del Rot-Weiss Köln conduce la pallina.

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