di Enrico Sirotti Gaudenzi – Tra i vari sistemi di risoluzione delle controversie che possono sorgere tra clienti e banche od intermediari, relativamente alle operazioni e servizi bancari e finanziari, già nel lontano 2009 era stato istituito dalla legge sul risparmio, che ha previsto l’inserimento dell’articolo 128 bis nel Testo unico bancario (TUB), l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Tale organismo, del tutto imparziale, è sostenuto dalla Banca d’Italia che ne regola il funzionamento, ed è presente a livello territoriale con diversi collegi: inizialmente furono costituiti collegi a Roma e Milano poi, a seguito del crescere del contenzioso in ambito bancario e per le numerose istanze che venivano presentate dalla clientela soprattutto negli ultimi anni, sono stati istituiti collegi anche a Bari, Bologna, Napoli, Palermo e Torino; questi ultimi sono operativi dal 20 dicembre dell’anno 2016.

Le decisioni dell’ABF non sono vincolanti per l’istituto di credito ma, se questo non le rispetta, uniformandosi al contenuto della decisione, viene sanzionato mediante la pubblicazione dell’eventuale inadempimento. La procedura è molto economica e veloce ed è, peraltro, condizione di procedibilità, al pari di altri strumenti ADR, per poter iniziare un’azione giudiziaria nei confronti di una banca.

L’Arbitrato Bancario Finanziario è uno strumento rivolto a tutti coloro che hanno o hanno avuto rapporti contrattuali con un qualsiasi intermediario, relativamente a servizi bancari e finanziari successivi al 1 gennaio 2009, a condizione che la clientela abbia inoltrato un preventivo reclamo scritto contenente le contestazioni rivolte all’intermediario bancario o finanziario e che l’eventuale richiesta non superi il valore di euro 100,000; l’intermediario bancario o finanziario è tenuto a rispondere al reclamo entro 30 giorni dal ricevimento.

La presentazione del ricorso viene effettuata utilizzando il portale dell’ABF, uno strumento semplice e interattivo che assiste gli utenti nell’invio del ricorso consentendo una completa gestione di tutte le fasi della procedura. La presentazione del ricorso in modalità cartacea è consentita solo in due casi:  fino al 5 agosto 2018, nel caso in cui il ricorrente non sia assistito da un professionista; fino al 30 giugno 2019, nel caso in cui il ricorrente, anche se assistito da un professionista, abbia intenzione di presentare ricorso nei confronti di due o più intermediari contemporaneamente, di un intermediario estero che opera in Italia in regime di libera prestazione di servizi o di un confidi ai sensi dell’art. 112, comma 1, del TUB.

La Consob, con la delibera n. 19602 del 4 maggio 2016, ha recentemente istituito l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF); tale organo, operativo dal 9 gennaio 2017, è uno strumento di risoluzione delle controversie per gli investitori al dettaglio (“retail”) e gli intermediari finanziari affinché i primi possano far valere eventuali violazione degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza ai quali sono tenuti gli intermediari finanziari quando prestano servizi di investimento..

Tale strumento, volto a fornire risposte ai risparmiatori che non hanno ricevuto alcun riscontro al loro reclamo (anche in tal caso il reclamo deve precedere l’inizio della procedura come previsto per l’ABF) è del tutto gratuito e le decisioni adottate dall’ACF devono pervenire entro sei mesi dalla presentazione dell’istanza. È prevista, inoltre, la possibilità di presentare il ricorso direttamente da una piattaforma on line, previa registrazione; il sito offre la possibilità di essere guidati nella procedura e di allegare alla domanda tutta la documentazione che l’interessato voglia produrre.

Per le procedure sopra esposte, a differenza del procedimento di mediazione disciplinato dal d.lgs. n. 28/2010, non è richiesta l’assistenza di un avvocato ed entrambi i procedimenti offrono tempi rapidi e costi irrisori; nel caso in cui le decisioni degli organi sopra descritti non siano ritenute soddisfacenti, il cliente, l’intermediario o entrambi possono sempre rivolgersi al giudice ordinario.

A differenza dell’ Arbitrato Bancario e Finanziario, l’Arbitrato per le Controversie Finanziarie previsto dal decreto legislativo n. 130 del 2015 in attuazione della direttiva comunitaria 2013/11/UE, si rivolge esclusivamente alla categoria di investitori al dettaglio che non posseggono particolari e professionali competenze e conoscenze dei prodotti di investimento che hanno sottoscritto; anche per questi è previsto l’invio di un reclamo al quale l’intermediario deve rispondere entro 60 giorni e, quando l’ACF riconoscerà le ragioni dei risparmiatori deciderà anche in merito alle somme che l’intermediario dovrà versare a titolo di risarcimento. È possibile fare ricorso all’ACF solo nel caso in cui le richieste da parte dei clienti non contengano domande superiori a 500mila euro e non si stiano svolgendo, per la medesima vertenza, altri procedimenti di risoluzione alternativa delle controversie.

Questo nuovo organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie è attivo presso la Consob, che ne ha definito la regolamentazione e ne supporta l’operatività mediante un proprio Ufficio (Ufficio di segreteria tecnica dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie).

Il regolamento dell’ACF, oltre a disciplinare la procedura di risoluzione extragiudiziale presso l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, prevede anche l’adesione obbligatoria all’ACF da parte degli intermediari, direttamente ovvero tramite l’associazione di categoria a cui partecipano.

Inoltre, tutti gli intermediari devono necessariamente adempiere a diversi obblighi: fornire agli investitori, anche attraverso la documentazione contrattuale e il proprio sito web, informazioni circa le funzioni dell’ACF, specificando che il diritto di ricorrere all’Arbitro stesso non può formare oggetto di rinuncia da parte dell’investitore ed è sempre esercitabile, anche in presenza di clausole di devoluzione delle controversie ad altri organismi di risoluzione extragiudiziale contenute nei contratti; assicurare che i reclami ricevuti vengano valutati anche alla luce degli orientamenti desumibili dalle decisioni assunte dall’ACF e che, in caso di mancato accoglimento, anche parziale, di tali reclami, all’investitore vengano fornite adeguate informazioni circa i modi e i tempi per la presentazione del ricorso all’Arbitro; rendere disponibile sulla pagina iniziale del proprio sito web il collegamento ipertestuale al sito web dell’ACF.

Avv. Enrico Sirotti Gaudenzi

(Esperto di tutela del credito e diritto bancario)

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