IMMAGINE COPERTINA(di Jessica SabatelliIl destino ultimo dell’universo, ovvero se esso sia destinato a finire, è un tema fortemente dibattuto della comunità scientifica – oltre ad essere sempre stato esaminato a livello mitologico, religioso e filosofico,nel corso della storia.

La notizia della presunta fine del nostro universo, stimata tra circa 2,8 miliardi di anni, sarebbe paradossalmente una notizia positiva. Perché?

L’accelerazione dell’espansione dell’universo sta aumentando e questo ha allarmato gli studiosi di tutto il mondo, alimentando un esagerato allarmismo sulla presunta fine ‘prematura’ dell’Universo conosciuto e non… l’Apocalisse!

Oggi si ipotizza che questa accelerazione dell’espansione del cosmo, non porterà a spezzare il tessuto dello spazio-tempo. Almeno non a breve. E c’è addirittura chi afferma che ciò non accadrà mai.

NUMERO DUECosì Diego Sáez-Gómez, ricercatore dell’Università di Lisbona, rassicura la popolazione mondiale: <<Siamo salvi>>, l’universo non finirà prima di 2,8 miliardi di anni.

Questo è il risultato della ricerca dello scienziato, che ha studiato una delle possibilità che, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere nel destino finale del nostro universo:dopo la sua nascita – con il Big Bang – potrebbe seguire la sua ‘morte’ – con il Big Rip.

Il Big Rip, inteso come “grande strappo”, potrebbe essere la conseguenza ultima della grande espansione dell’universo: che, ancora spinto dell’energia dell’esplosione del Big Bang (verificatasi 13 miliardi di anni fa), si sta espandendo ancora più velocemente a causa dell’intervento dell’energia oscura – della quale gli scienziato non conoscono ancora nulla. L’unica cosa che possiamo ipotizzare, è che essa rappresenti circa il 70% di tutto quello che esiste – dalla materia all’energia.

In questo modo, anche lo spazio-tempo potrebbe ritrovarsi <<stirato e accartocciato>>(ecco il perché dello “strappo”) come conseguenza della fine dell’universo – almeno, questa è un’ipotesi.

Ipotesi che potrebbe anche essere smentita, poiché vi è anche la possibilità che il Big Ripnon si verifichi mai. Questa è la tesi di Robert Caldwell, cosmologo del Dartmouth College e tra i promotori dell’idea del “grande strappo”.

La nostra ancora scarsa conoscenza della meccanica quantistica e della gravità, potrebbe erroneamente influenzare i calcoli e le variabili degli studiosi odierni: portando a risultati altrettanto errati.

Difatti, secondo alcuni studiosi l’universo non finirà mai: diventerà freddo e vuoto, le stelle finiranno il carburante e le distanze saranno così elevate che la luce non riuscirà più a superarle. Sarà la sede del nulla più assoluto.

Scenario triste per un’entità così magnifica come il cosmo: l’unica cosa di cui siamo certi è proprio della nostra incertezza riguardo l’universo. C’è ancora moltissimo da scoprire, apprendere, rivoluzionare e… soprattutto: abbiamo ancora tanto tempo per questo!

Comments

comments