dipendenza-affettiva(di Sara Passante) La dipendenza affettiva è un disturbo psicologico che nasce da un legame in cui si altera l’equilibrio tra il dare e il ricevere, dove non esiste una reciprocità affettiva e in genere si istaura in contesti disfunzionali in cui uno dei due partner mostra segni di dipendenza verso l’altro.

La personalità dell’individuo ‘affetto’ da dipendenza affettiva viene modellata da tre varianti, biologiche, sociali e psicologiche, che si combinano insieme, anche se ancora non è chiaro in che misura agiscano ognuna di esse.

La ‘PEA’, ovvero la feniletilamina, prodotta dal nostro organismo, gioca un ruolo importante. In elevate concentrazione ha effetti simili a quelli procurati dalle anfetamine. Ha un ruolo nel legame di dipendenza come possono averlo la dopamina, l’adrenalina e la serotonina, le quali incidono rispettivamente sul piacere, sulla mancanza e sull’appagamento, elementi centrali in una relazione amorosa.

Il livello di ‘PEA’ crolla nel momento in cui una persona viene respinta, come accade per un dipendente da sostanze stupefacenti, cadendo così in uno stato di depressione. In questo caso la ‘PEA’ agiste sul comportamento regolando la dopamina e la noradrenalina, generando sensazioni gratificanti, eccitazione e euforia. In questo modo nel sistema nervoso rimane il ricordo di un’esperienza positiva.

Come sostiene lo psicologo Cesare Guerreschi per quanto riguarda l’innamoramento, è l’associazione tra il piacere e l’incontro amoroso che porta il soggetto a ripetere lo stimolo che ha determinato quella sensazione e quindi a relazionarsi nuovamente con la persona responsabile rilascio di ‘PEA’.

Il dipendente affettivo è solitamente una persona che ha difficoltà a stabilire il giusto confine tra sé e l’altro, a riconoscere, e soddisfare, i propri bisogni e la propria identità. E’ costantemente alla ricerca, al di fuori di sé, di quell’amore verso se stesso che non è riuscito a sviluppare. Tende ad annullare se stesso per il ‘troppo’ amore verso l’altro.

E’ altresì difficile individuare e ammettere il proprio problema poiché il dipendente affettivo conserva nella propria memoria i modelli d’amore che fanno sembrare determinati ‘normali’ determinati abusi e sacrifici in nome dell’amore.

La dipendenza affettiva è effettivamente difficile da gestire e il primo passo per uscire è quello di riconoscere il problema. Successivamente bisognerebbe affidarsi  ad un esperto psicologo con il quale intraprendere un percorso per uscire fuori da questo tunnel. Uno dei principale passi è quello di prendere consapevolezza di sé e imparare ad amare in primo luogo se stessi per poi amare gli altri.

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