La Commissione Lavori pubblici del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla sicurezza della navigazione marittima, con particolare riferimento al tragico incidente che si è verificato al largo dell’isola del Giglio, ha svolto mercoledì 25 gennaio l’audizione di Pierluigi Foschi, Presidente e Amministratore delegato della Costa Crociere; giovedì 26 gennaio è stato ascoltato, invece, l’Ammiraglio Marco Brusco, Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto.

L’ammiraglio ha posto l’accento sul ritardo di circa un’ora con cui é stato dato l’allarme. Per Busco, se non si fosse perso tempo, si sarebbero potuti trarre in salvo tutti i passeggeri in quanto si sarebbero potute attuare modalità di soccorso meno caotiche di quelle emerse finora dalle indagini in corso. Il riferimento é in particolare alle scialuppe di salvataggio e all’assistenza ai passeggeri che si sarebbero potuti mettere in condizioni di maggior tranquillità.

E’ rilevante, a questo punto, analizzare la scatola nera per capire diversi punti d’ombra di quanto avvenuto sulla nave. Per esempio sarà necessario capire perché nessuno degli altri ufficiali abbia consigliato il comandante Francesco Schettino di fare diversamente e di non perdere tempo nel dare l’allarme. Poi é da chiarire l’aspetto dell’ultima manovra, quella che ha provocato l’ancoraggio su un fianco accostata all’isola del Giglio. Rimane il dubbio se sia stata effettuata dal comandante per cercare di salvare il più possibile la situazione, causata dal suo errore di manovra precedente, oppure se sia avvenuta casualmente.

Per quanto riguarda gli inchini, Busco avrebbe affermato che non si tratta di una pratica così frequente come si sta facendo credere e che comunque non é un’anomalia italiana. Si usa in tutto il mondo e la navigazione vicina alla costa non é vietata se effettuata nel rispetto di tutte le norme di sicurezza.

Comments

comments