La recente abdicazione di Papa Benedetto XVI ha scosso molto il mondo politico e l’opinione pubblica, tanto da diventare uno dei temi maggiormente discussi in questi giorni.

Lunedì 4 marzo i 117 cardinali che hanno diritto al voto si riuniranno in congregazione alle 9.30 nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano. La Cappella Sistina sarà la sede ufficiale del Conclave che vedrà l’elezione del nuovo Papa.

Le congregazioni continueranno fino a che non sarà raggiunto il numero completo dei cardinali elettori e solo allora inizierà il vero e proprio Conclave.

Conclave, dal latino cum clave, cioè “chiuso” con la “chiave” è un termine risalente al 1270, evento storico nel quale i cardinali di allora vennero chiusi a chiave nella sala grande  a Viterbo (allora sede papale), al fine di metterli nella condizione di dover decidere nel più breve tempo possibile chi eleggere nuovo Pontefice (in quella occasione il nuovo Papa fu Gregorio X).

Il portavoce vaticano Federico Lombardi ha però sottolineato: “Questo lunedì non verrà presa nessuna decisione. La data del Conclave, anche qualora gli elettori fossero tutti presenti, come è prescritto, non sarà decisa comunque lunedì alla prima Congregazione Generale, in quanto è previsto che sia fissata in una delle successive Congregazioni. Una seconda Congregazione si terrà nel pomeriggio di lunedì”

Ma come si svolgerà poi il vero e proprio Conclave?

Innanzi tutto ai cardinali non sarà concessa l’introduzione di cellulari, PC e nemmeno di giornali quotidiani, e dovranno regolarsi seguendo la seguente scaletta:

1) Il primo voto è previsto nel pomeriggio del primo giorno di Conclave , con un massimo di 4 voti giornalieri;

2) Ogni cardinale scrive un solo nome sulla scheda assegnata;

3) Tre cardinali prescelti fanno da scrutatori e si accertano che tutti i cardinali abbiano votato.

4) Gli scrutatori leggono i nomi dei cardinali votati.

5) Per eleggere il Papa servono i voti dei 2/3 dei cardinali.

6) Se un cardinale riceve minimo i 2/3 dei voti, il Collegio dei Cardinali gli chiede dunque se egli accetta di diventare Papa.

7) Le schede dove si vota vengono bruciate in una stufa ogni due votazioni. A seconda del colore del fumo che esce dal comignolo, i fedeli sapranno se il Papa è stato eletto o meno. La fumata nera è un no, mentre la fumata bianca è un sì.

La fumata bianca è la sola combustione delle schede, mentre per la fumata nera vengono aggiunti trucioli umidi e paglia.

Quando la decisione sul nuovo Papa è definitiva, il cardinale protodiacono annuncia ai fedeli la notizia dalla finestra della Loggia di San Pietro pronunciando la formula “Habemus Papam” seguita dal saluto del nuovo Pontefice e dalla benedizione “Urbi et Orbi”.

Matteo Venturini

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