Abbiamo incontrato l’avvocato Paola Perrone, la quale ha pubblicato da poco con Primiceri Editore un prezioso testo sul tema delle concessioni demaniali marittime. Paola Perrone traccia i contorni del quadro costituzionale e del panorama normativo di riferimento nell’Unione Europea, realizzando un manuale per gli addetti ai lavori e non solo. Avvocato, Cassazionista, Docente di diritto ed economia, la professionalità a tutto tondo dell’autrice riesce a emergere nell’analisi ben strutturata di quanto accaduto dopo l’approvazione della direttiva Bolkestein. Le abbiamo rivolto qualche domanda.

  1. Qual è stato il motivo principale che l’ha spinta a scrivere questo testo?
  • Il motivo che mi ha spinto ha scrivere questo libro è quello di dare una visione completa nella materia che ancora oggi risulta molto frammentaria rispetto alle reali problematiche la riguardano. Il libro è infatti strutturato, più che come un saggio giuridico, come un manuale operativo rivolto agli operatori del settore, così che possano guardare con ottimismo al futuro delle concessioni demaniali marittime in loro uso.
  1. Dal suo punto di vista, per quale motivo è rilevante e di primaria importanza affrontare il tema delle concessioni demaniali marittime al giorno d’oggi?
  • Il tema delle concessioni demaniali marittime è un tema quanto mai attuale. Dopo la direttiva Bolkestein il legislatore è quasi obbligato a rivedere la materia nella prospettiva di un’apertura alla concorrenza del mercato e, quindi, a togliere quello che viene definito un privilegio a favore delle imprese che gestiscono in concessione il demanio marittimo, ossia le spiagge. Al proposito, la problematica esiste anche di fronte alla decisione del Parlamento di prorogare per oltre 15 anni le concessioni in corso, dal momento che il giudice italiano continua ad avere un atteggiamento restrittivo riguardo al rilascio di nuove concessioni.
  1. In che modo la direttiva Bolkestein impatta sulla realtà delle concessioni demaniali?
  • Fino all’emanazione della direttiva Bolkestein e fino alla nota sentenza della Corte di Giustizia del 2016, la materia era regolata nel senso di prevedere una proroga a favore di quei soggetti che esercitavano la concessione su quel particolare pezzo di spiaggia. A seguito della direttiva Bolkestein, l’Europa ha spinto per voler abbattere le barriere economiche e strutturali che non consentono la libera circolazione dei servizi e, in sostanza, ha portato all’eliminazione del diritto di insistenza previsto dall’art. 37 del codice della navigazione e all’illegittimità dell’istituto del rinnovo automatico delle concessioni già rilasciate in favore degli imprenditori balneari.
  1. Nel suo libro lei fa riferimento alla Costituzione italiana e all’incapacità di adattarsi alle norme internazionali, è questo a rappresentare il principale ostacolo per una corretta, o sarebbe meglio dire, efficace risoluzione della questione?
  • Non proprio, nel senso che la risoluzione della questione risiede in vari istituti giuridici e, a mio parere, anche accettando i dettami dell’Unione Europea si può arrivare a contemperare l’attività di impresa, tutelata dalla Costituzione italiana, con il principio della libertà di mercato, voluta dall’Europa. Lo scopo del libro è proprio quello di percorrere una strada, anche innovativa, diretta a non esorcizzare aprioristicamente e per pregiudizio le linee comunitarie, ma anzi a cercare di trovare in quelle linee la giusta soluzione del problema pure esistente.
  1. Qual è il suo parere professionale? Da quale base pensa debbano partire gli imprenditori per affrontare al meglio le problematicità che si pongono in seguito alla direttiva dell’Unione Europea?
  • Io ritengo che da una lettura coniugata delle norme esistenti in materia di appalti, in maniera di demanio e in materia di libera concorrenza, si possa giungere davvero a una visione chiara della problematica. Intendo dire che concentrarsi solo su un aspetto della vicenda, rischia di restringere la visione completa e, quindi, di far perdere di vista alcune soluzioni che sono sotto gli occhi di tutti.
  1. In che modo il suo libro può dare un efficace aiuto e supporto a chi non è esperto in materia? E a chi invece è un professionista?
  • Ho già detto che questo è un manuale operativo e non ha la velleità di essere un caposaldo saggistico nella materia. Ponendosi da questo punto di vista, ritengo che sia utile a fornire, con brevi pennellate, un coordinamento tra le varie problematiche che investono la materia delle concessioni demaniali marittime e, quindi, un aiuto alla comprensione chiara della stessa materia.

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