Che l’essere umano sia stato in grado di rovinare la Terra che abita non è di certo un mistero. Da anni, con la scusa è la pretesa del risparmio e del basso costo, il nostro pianeta soffoca a causa dei rifiuti di plastica. Nel 2019 l’Overshoot day, il giorno in cui l’umanità consuma tutte le risorse del mondo riproducibili in un anno è caduto il 29 luglio. Mai era caduto così presto.

Ciò che sta succedendo alla Terra è preoccupante, quasi come lo è l’indifferenza di alcune persone in merito a questo argomento. Si parla di “complotto”, di false supposizioni e si ignora completamente ciò che è chiaramente visibile non da qualche settimana, ma da tantissimi anni. Oggi c’è una maggiore sensibilizzazione in merito, ma ancora tanto deve essere fatto per cercare di limitare i danni. Adottando da subito delle politiche green e atteggiamenti più responsabili nei confronti dell’ambiente, forse potremo riuscire ad assicurare un futuro alla nostra specie e alle altre che convivono con noi su questo pianeta.

Uno dei settori commerciali che costituisce un problema non indifferente per l’inquinamento è quello degli elettrodomestici. Durante la produzione di un apparecchio elettronico, sono rilasciate delle emissioni tossiche dai materiali usati. Inoltre, smaltire un elettrodomestico una volta che viene buttato non è certo semplice, soprattutto quando non si usano le isole ecologiche e si abbandonano gli frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, ecc., in mezzo alla strada.

Tuttavia, è anche uno degli ambiti in cui si punta sempre di più al risparmio energetico così da salvaguardare l’impatto ambientale. La filosofia che sta alla base della produzione di elettrodomestici da qualche anno a questa parte è sicuramente green friendly, amica delle piante. Si cerca di aiutare l’ambiente innanzitutto favorendo la riparazione elettrodomestici. La società consumistica ci ha abituato a buttar via subito tutto ciò che ci annoia o che non funziona più come dovrebbe. Invece di provare ad aggiustare un oggetto rotto, si preferisce sostituirlo.

Ormai tutti gli elettrodomestici sono dotati di un’etichetta che esplicita la loro classe energetica di appartenenza. La A+++ è quella in cui rientrano tutti gli apparecchi con un basso consumo di energia.
Molti materiali con cui l’elettrodomestico è costruito possono essere usati di nuovo, ma è necessario disfarsene nelle apposite isole ecologiche. Abbandonare i rifiuti speciali per strada o dar loro fuoco è segno non solo di inciviltà, ma anche di irresponsabilità nei confronti dell’ambiente e di altri esseri umani viste le sostanze tossiche che vengono rilasciate nell’aria.

Buttare un elettrodomestico dovrebbe essere la soluzione finale. Prima si dovrebbe far di tutto per provare a sistemare un guasto. L’Unione Europea ha approvato un Regolamento, in vigore dal 2021, che obbliga produttori di elettrodomestici a rendere disponibili pezzi di ricambi per lavatrici, televisori, lampade e lavastoviglie almeno per 7 anni dopo l’uscita fuori produzione del modello. In questo modo, il consumatore è più invogliato a chiamare un tecnico per accertarsi che il danno sia realmente irreparabile prima di compiere un’azione dannosa per l’ambiente, ma anche per il suo portafoglio.

Se, invece, si è stufi del modello e si vorrebbe provare qualcosa di nuovo, perché non dipingere l’elettrodomestico piuttosto che buttarlo? Si otterrà sicuramente un elettrodomestico nuovo, unico e originale. E anche molto green.

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