IMMAGINE COPERTINA(di Jessica Sabatelli) Oggi, nella nostra rubrica Classifiche YouTube, toccheremo una materia affascinante, l’arte. Lo faremo, però, attraverso una prospettiva un po’ “anomala”: parleremo dei quadri e dei dipinti che hanno inquietato di più le anime del loro tempo, che hanno sconvolto di più chi li ha guardati e che hanno rappresentato dinamiche e sentimenti oscuri e spaventosi.

Tratto dal canale YouTube Mr Amon, vi parleremo dei 4 quadri più raccapriccianti della storia.

1. “Hell” – Hans Memling (1485)

Questo inquietante dipinto medievale rappresenta le raccapriccianti e orribili conseguenze di chi non si comporta in maniera retta nel corso della sua vita: le pene dell’inferno.

L’artista, Memling, era spinto dalla voglia di convincere i suoi contemporanei e tutto il genere umano a tenere un atteggiamento casto, corretto e devoto in vita, attraverso uno strumento potentissimo: la paura di finire all’inferno.

2. “Deterioration of Mind Over Matter” – Otto Rapp (1973)

L’artista australiano ha voluto rappresentare una testa umana in decomposizione su di una gabbia, con la lingua del teschio sul fondo della gabbia. In basso, piccolissimo, a sinistra, abbiamo la rappresentazione di un uomo magro e denutrito, totalmente primo di vitalità e di benessere. Un’immagine così inquietante ed estrema da essere stata definita “perfetta” per rappresentare le opere dello scrittore Edgar Allan Poe.

 NUMERO 2

3. “Study after velazquez portrait of Pope Innocent X” – Francis Bacon (1953)

Uno dei quadri più famosi dell’autore che ritrae Papa Innocenzio X: il pontefice urla, seduto in una sedia circondata da nastri dorati, quasi ad intrappolarlo in un impeto di rabbia. Lo sfondo dà proprio l’idea di un movimento brusco e violento associato al suo stato d’animo.

NUMERO 3

4. “Gallowgate Lard” – Ken Currie (1960)

L’autrice è da sempre stata affascinata dal processo di deterioramento che colpisce il colpo umano per malattia o per il passare del tempo.

Questo è senza dubbio uno dei quadri più inquietanti e spaventosi mai creati, soprattutto per l’intensità degli occhi, tutti neri, quasi demoniaci e del rosso sangue delle labbra, che evidenzia dei denti larghi, scuri e logorati. La bianchezza del suo incarnato è a dir poco cadaverica e nell’insieme, osservando tutta l’opera, possiamo sicuramente vedere un richiamo fortissimo alla “morte” nel volto di quella che sembra “la” protagonista.

Currie, Ken, b.1960; Gallowgate Lard

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