nomi(di Jessica Sabatelli) Oggi, nella nostra rubrica Classifiche YouTube, parleremo di un tema che ha dell’incredibile e del quale quasi nessuno è a conoscenza: sembra che nel mondo esistano moltissimi nomi che non possono essere utilizzati come nomi propri di persona.

Questo articolo, tratto dal Canale YouTube Mr Amon, elencherà 5 nomi proibiti e il motivo per il quale vige il divieto assoluto di utilizzarli nei rispettivi paesi.

1. In Italia è vietato dare il nome di: VENERDI’

In Italia sono vietati i nomi ridicoli o vergognosi e quelli stranieri devono essere espressi in lettere dell’alfabeto italiano, incluse le lettere J, K, X, Y, W.

Nel 2008 il giudice ha vietato ad una coppia di chiamare il figlio ‘Venerdì’, come il giorno della settimana e uno dei personaggi del romanzo ‘Robinson Crusoe’ di Daniel Defoe, probabilmente perché classificabile nel campo dei nomi “ridicoli”.

2. In Svezia: Brfxxccxxmnpcccclllmmnprxvclmnckssqlbb11116

Nel 1996 una coppia svedese ha tentato di dare questo nome al proprio figlio, come forma di ribellione alle severe leggi del posto che obbligavano i genitori a sottostare ad un parere preventivo dello Stato sull’assegnazione del nome scelto.

3. In Nuova Zelanda: FISH E CHIPS

Una coppia di genitori Neozelandesi ha tentato di assegnare i nomi rispettivamente di Fish e di Chips ai loro neonati figli gemelli. Nomi ovviamente rigettati dallo stato Neozelandese come chiaramente ridicoli.

4. In Norvegia: GESHER

In Norvegia è stata rigettata la richiesta di una mamma di chiamare suo figlio Gesher, che significa “ponte” in ebraico. La donna ha raccontato di aver preso la scelta di chiamarlo così perché in sogno le è proprio comparso questo nome. Nonostante ciò, la severa legge norvegese sembra rigettare tutti i nomi che non sono presenti nelle liste che lo Stato mette a disposizione e non è stata sicuramente fatta eccezione per il nome scelto dalla neomamma.

5. In Malesia: CHOW TOW

Chow Tow in malese significa “testa puzzolente” ed è stato ovviamente rigettato dai giudici malesi perché “non conforme alla tradizione locale” – e forse offensivo e denigrante per il nascituro.

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