F_200609_september0_185548a(di Giulio Perrotta) Cameron Macaulay, classe 2001, vive a Clydebank, vicino a Glasgow, e descrive dall’età di due anni la sua vita precedente, vissuta a Cockleshell Bay, nell’Isola di Barra (a trecentocinquanta chilometri dalla costa scozzese), con tanto di dettagli sulla sua originaria famiglia (madre, padre e tre fratelli e sorelle) e sulla casa “bianca” dell’infanzia. Particolari che non poteva conoscere, non avendo alcun legame con quel luogo.

Negli anni non è mai caduto in contraddizioni: anzi, sono aumentati i dettagli sempre credibili e collegati tra loro da un unico filo conduttore mai contraddittorio. In particolare:

– le case erano troppo basse per permettere l’atterragio di velivoli grandi e potevano atterrare nell’isola solo piccoli aerei con pochi posti direttamente sulla spiaggia;

– il padre della vita precedente era morto prima di lui a causa di un incidente stradale e ricordava perfettamente il nome e il cognome (Shane Robertson);

– la casa aveva un solo piano e tre bagni, un camino e dalla finestra era possibile vedere le dune di sabbia e il mare;

– aveva un cane bianco e nero e tre fratelli e sorelle;

– la famiglia possedeva una grande macchina nera.

1339638_images4_thumb_bigJim Tucker, il Direttore della Clinica di Psichiatria Infantile alla Virginia University, specializzato in esperienze che rievocano episodi presunti di reicarnazione, seguì da vicino il caso, dichiarando che: <<Nel 70% dei casi, i bambini ricordano morti avvenute in circostanze non naturali, incidenti o episodi traumatici (…). Occasioni in cui, memoria ed emozioni sopravvivono (…). La morte improvvisa del padre è stato un trauma per Cameron (…). E questo suggerisce che la sua coscienza non è un prodotto del cervello, ma piuttosto un’entità distinta, capace di sopravvivere anche dopo la morte del corpo (…)>>. 

Scetticismo a parte, la madre di Cameron, forte dell’esperienza certificata delle vite precedenti vissute da ben oltre tremila bambini in tutto il mondo, e delle dichiarazioni del figlio circa l’arrivo nella famiglia attuale, ovvero attraverso un “buco” nel quale è caduto, precipitando nell’attuale realtà, decise di raggiungere quel territorio, per scoprire le reali coincidenze con i racconti del piccolo Cameron.

Condotte le indagini necessarie, si è potuto scoprire che:

– esisteva una famiglia con il cognome “Robertson”, non originaria dell’isola ma arrivata lì da Glasgow a partire dagli anni ’60, fino agli anni ’80, per trascorrere le vacanze estive;

– la casa della famiglia d’origine di Barra insisteva sulla parte Nord dell’isola ed era disabitata. Tuttavia, presentava effettivamente un passaggio segreto per rientrare dalla spiaggia fin dentro i locali, così come Cameron ha sempre raccontato;

– non c’era alcuna notizia sulla famiglia d’origine, se non una lontana parente che vive a Glasgow, Gillian Robertson, che pare abbia avuto collegamenti con quella famiglia negli stessi anni in cui Cameron avrebbe vissuto sull’isola;

– nessun componente della famiglia Robertson si chiamava “Shane”, o per lo meno così ricordava Gillian Robertson, che effettivamente esisteva e conservava tutte le foto della famiglia, comprese quelle che riproducevano la casa nell’isola e i dettagli raccontati sempre da Cameron, compreso il cane bianco e nero e il grande gatto dell’infanzia.

E’ dunque reale l’esperienza raccontata da Cameron? La risposta non può essere univoca, in quanto presenta molte similitudini con i ricordi palesati ma non qualche inesattezza, soprattutto collegata ai ricordi del padre defunto nell’incidente stradale. Inoltre, nessuno può escludere che l’intera vicenda sia frutto di un piano ben architettato della madre (Nora) di Cameron con un’amica (Gillian), guarda caso entrambe della stessa città, anche se l’alta credibilità del bambino potrebbe far escludere questa azzardata ipotesi. Infine, nulla si è detto circa i documenti in possesso della Gillian che proverebbero la morte del bambino nella sua vita precedente e dunque una diretta connessione con quella famiglia.

Resta, dunque, un caso tutto originale e pieno di domande irrisolte che potrebbero indurre gli studiosi a continuare una serie di studi per provare l’esistenza delle vite precedenti, e dunque della reincarnazione.

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