Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede è intervenuto oggi a Catania all’inaugurazione del Congresso Nazionale Forense. Tra i tanti temi toccati dal ministro vi è stato anche quello sull’ipotesi di riforma degli strumenti alternativi al processo, in particolare l’art.5 del Decreto Legislativo 28/2010 che prevede le materie per cui è obbligatorio il tentativo di mediazione prima di instaurare la causa giudiziaria.

A tal proposito il ministro ha confermato che i dati sull’esito dei procedimenti di mediazione sono positivi in diverse materie previste dall’art. 5 ma, purtroppo, in altri settori (presumibilmente il ministro si riferisce al settore bancario e assicurativo) non si riscontra una piena efficienza del sistema con la parte invitata che spesso non si presenta al primo incontro di mediazione.

Pertanto, specifica Bonafede, solo in quelle materie dove la mediazione non sembra porre piena efficacia si sta studiando l’ipotesi di rendere la mediazione facoltativa e alternativa alla negoziazione assistita, questo anche per dare maggiori possibilità di crescita a quest’ultimo istituto.

In questo modo la scelta su quale strumento alternativo sia più utile tentare di adottare prima della causa ricadrà direttamente sull’avvocato.

La riforma, quindi, prevederà probabilmente una modifica dell’art.5 D.Lgs. 28/2010 laddove indica le materie in cui la mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

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