casa-in-legno-60-a3(di Sara Passante) E’ italiana la nuova stampante 3D che riuscirà a costruire case fatte di materiale antico, solido e reperibile in loco, in grado di abbattere i costi di realizzazione.

Questa soluzione è offerta dalla Wasp, azienda di Massa Lombarda in provincia di Ravenna.

La stampante, ribattezzata “Big Delta”, è la macchina più grande del pianeta con le sue misure di 12 metri di altezza per 7 di base.

La stampante, una torre metallica paragonabile ai ponteggi dei palazzi, verrà prima presentata il 18 Settembre ad un raduno di tre giorni, organizzato appositamente dalla Wasp a Massa Lombarda, intitolato “La realtà del sogno”, il quale prevede conferenze, concerti, spettacoli e workshop; e successivamente verrà presentata al mondo, a metà Ottobre, durante il prossimo Maker Faire a Roma.

Massimo Moretti è il nome dell’artigiano di 55 anni che l’ha realizzata in collaborazione con un team di giovani ragazzi.

Il Centro Sviluppo Progetti di Moretti è cambiato nel tempo e soprattutto dalla scoperta delle stampanti 3D e dalla possibilità di creare un oggetto semplicemente aggiungendo materiale e non togliendo qualcosa, ovvero dalla manifattura additiva.

La prima stampante 3D Massimo Moretti la realizzò nel 2000 e gli costò circa 40 mila euro, una Zeta Corp grande quanto un congelatore orizzontale.

Prima di riuscire a creare un software in grado di farla funzionare, dovette abbandonare l’idea a causa dell’esaurimento dei suoi fondi monetari.

Nel 2005, Adrian Bowyer, professore universitario britannico, realizzò una stampante 3D, la RepRap, le cui informazioni per il funzionamento si riuscivano a reperire, in maniera gratuita, in rete.

Arrivata in Italia la notizia Moretti si convinse che la stampa 3D sarà lo standard della manifattura e che servirà ad artigiani e ingegneri.

Il progetto Big Delta nasce nel 2012, Moretti mette insieme un gruppo di laureati disoccupati con il compito di inventare una stampante 3Dche possa essere soluzione affinché tutti possano avere una casa.

Sorgeva il problema di come far funzionare il meccanismo dal quale esce il materiale da stampare.

Ma Moretti si accorse che ciò che ha in mente lo fanno le vespe vasaie in natura, motivo per il quale chiamò la società Wasp, ovvero World’s Advanced Saving Projet.

La fase di ricerca venne poi finanziata con la vendita di stampanti più piccole, in quanto la Wasp produce stampanti professionali con l’intento di incentivare lo sviluppo sostenibile e l’autoproduzione.

I primi passi da compire poi furono la scelta dei materiali e la trasportabilità.

Moretti dice: “ Abbiamo studiato materie prime che fossero donate dalla terra, ad alto rendimento, con un costo di produzione basso, per la crescita delle quali non servissero concimi chimici e fossero coltivabili ovunque.

La tecnologia 3D consente di realizzare costruzioni con una necessità di manodopera praticamente pari a zero.

Vogliamo che Big Delta arrivi anche in zone del pianeta che non dispongono delle strutture e della tecnologia a cui siamo abituati.

La stampante ha quindi fattezze apparentemente molto semplici proprio per soddisfare questi requisiti necessari.

I bracci della Big Delta trasportano circa 70 kg, per un consumo ridotto a meno di un decimo rispetto alle stampanti a portale ed equivalente a circa 300 Watt, perfettamente gestibile quindi con una batteria e pochi metri quadri di pannelli solari”.

Per la prima stampa in argilla ci vorrà del tempo ma le condizioni ci sono, ora si rende necessaria la collaborazione di comuni, territori ed istituzioni.

Mentre Moretti continuerà la ricerca per migliorare il sistema, altre squadre cominceranno ad usare la macchina.

Intanto la Wasp è stata contattata dall’Onu per la realizzazione di migliaia di case.

 

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