Il Processo Telematico è diventato obbligatorio ormai da qualche anno, eppure sono ancora numerosi gli avvocati che si dimostrano restii a diventare protagonisti di un’evoluzione digitale. Si tratta, però, di una necessità a cui non ci si può opporre. Sembra evidente che la relazione tra il settore dell’informatica giuridica e gli avvocati non sia dei più felici. È come se per molti professionisti (avvocati e magistrati) vi fosse una specie di blocco psicologico, dovuto alla mancata volontà di aggiornarsi.

Il progresso digitale

È stata avviata, per esempio, la sperimentazione relativa ai depositi telematici per la Suprema Corte di Cassazione. Il processo civile, quello tributario e quello amministrativo sono già telematici, e tutto lascia pensare che la stessa sorte coinvolgerà anche il processo penale. La categoria degli avvocati, pertanto, si trova nella condizione di dover seguire e rispettare il progresso digitale, anche se questo non vuol dire che l’evoluzione debba essere subita in maniera passiva. Al contrario, è opportuno adottare un approccio che permetta di guidarla. D’altro canto tutta la società si è digitalizzata, e di certo il sistema giudiziario non poteva fare a meno di entrare, a propria volta, nell’era telematica. Ecco perché ai professionisti si richiede un piccolo sforzo per adeguarsi alle nuove regole.

Le norme del Processo Telematico

In tanti non hanno ancora capito che le norme del processo telematico sono le stesse di quelle ordinarie di procedura, al punto che non ha più senso fare riferimento al processo civile telematico ma si dovrebbe parlare semplicemente di processo civile normale. Compito degli avvocati è capire che il progresso deve essere sfruttato a proprio vantaggio. Le eccezioni telematiche devono diventare, per esempio, una risorsa per tutti, anche perché la loro rilevanza e la loro valenza sono le stesse delle altre eccezioni che si possono sollevare in una causa. Tante controversie, oggi, vengono decise proprio tenendo conto di queste deduzioni.

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La formazione di un Avvocato digitale

Un Avvocato digitale dovrebbe studiare queste norme in modo da essere in grado di sfruttarle nel corso di un processo, ma soprattutto per diventare degli interlocutori attendibili per il legislatore. Insomma, nulla vieta di poter intervenire per affinare le norme in questione, alla ricerca di un miglioramento che si traduce in una minore complessità. Non si può negare, infatti, che alcuni aspetti risultino ancora troppo macchinosi. Per giungere a un confronto efficace, però, occorre che gli avvocati siano preparati, e soprattutto abbiano una piena consapevolezza del tema.

Gli avvocati come uomini del proprio tempo

Non si può ritenere abile un Avvocato che non abbia le capacità necessarie per adattarsi alla società in cui vive e in cui opera. Ci sono ancora alcune sacche di resistenza che devono essere sconfitte. La società è cambiata, come pure la professione forense: di conseguenza gli avvocati non possono fare a meno di adeguarsi alla modernità. La tecnologia non è nemica e non è una prerogativa esclusiva di pochi professionisti, ma è entrata anche nel campo del diritto: è bene imparare a servirsene.

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