Da quando è stata fondata da Andrea Riccardi, la comunità di Sant’Egidio è stata sempre simbolo di fratellanza e sinonimo di pace in tutto il mondo. Il principale impegno della comunità consiste nel lavorare a favore dell’integrazione: ecco perché uno dei suoi principi è quello di evitare l’esclusione, in qualunque sua forma. Una delle dimostrazioni di tale approccio proviene dalla raccolta fondi che è stata avviata per permettere a circa duecento bambini della provincia di Vicenza, e in particolare della città di Schio, di passare sette giorni in una casa autogestita, per una settimana improntata alla condivisione, all’integrazione e all’amicizia. 

L’esperienza di Schio

Insieme con i bambini di Schio erano presenti 40 volontari, la maggior parte dei quali era rappresentata da studenti universitari o delle scuole superiori: i ragazzi hanno deciso di mettere a disposizione il proprio impegno e il proprio tempo, in forma del tutto gratuita, in vista di un progetto che intende promuovere un modello educativo che sia non solo solidale nei confronti di chi è più sfortunato, ma anche aperto e in grado di superare le discriminazioni e le barriere.

I rapporti internazionali

L’opera della comunità di Sant’Egidio è apprezzata anche a livello internazionale, e non è un caso che di recente essa abbia avuto modo di accogliere tra i propri ospiti niente meno che Filipe Nyusi, il presidente del Mozambico. In visita a Roma, Nyusi ha colto al volo l’occasione per incontrare Riccardi e per interloquire con lui. La circostanza ha assunto enorme valore nel momento in cui è stato ricordato che dal 1990 proprio a Sant’Egidio sono andate in scena le trattative che hanno consentito la sottoscrizione della pace un paio di anni più tardi. Il presidente dello Stato africano non si è limitato a rammentare la facilitazione del negoziato che ha contribuito alla riconciliazione nazionale, ma ha messo in luce l’importanza del sostegno offerto per la cura dell’Aids, che si è concretizzato tramite il programma Dream: solo un esempio dei tanti progetti di solidarietà che sono stati messi a punto per la popolazione.

La relazione tra il Mozambico e la comunità di Sant’Egidio

Quello tra la comunità di Sant’Egidio e il Mozambico è un rapporto che affonda le radici in un terreno molto profondo: Nyusi, infatti, si è dimostrato e dichiaato grato per la concreta vicinanza che la comunità ha offerto, sulla scia del suo spirito solidale, dopo il ciclone Idai che ha portato morte e devastazione nel Paese. Il tragico evento naturale, che ha interessato in modo particolare la regione di Beira, ha causato non meno di 600 vittime in Mozambico, ma ha coinvolto anche lo Zimbabwe e il Malawi.

Andrea Riccardi, una personalità di prestigio

L’impegno civile e l’impegno sociale hanno sempre costituito i tratti peculiari del modus operandi di Andrea Riccardi, che ha fondato la comunità di Sant’Egidio quando aveva solo diciotto anni. Era il 1968, e nel corso di questo mezzo secolo tale realtà ha saputo farsi conoscere per il suo impegno sociale e per i suoi tanti progetti finalizzati a promuovere lo sviluppo delle aree del Sud del pianeta. Sono oltre 70 i Paesi in tutto il mondo che beneficiano degli aiuti di Sant’Egidio.

L’opera di Andrea Riccardi

Nel corso degli anni, per altro, Andrea Riccardi si è rivelato anche un prolifico scrittore, con una lunga teoria di pubblicazioni per alcune delle case editrici più importanti del nostro Paese, da Laterza a Mondadori, da Rizzoli a San Paolo, senza dimenticare Il Mulino. Del 2000 è, per esempio, il volume intitolato “Il secolo del martirio”, mentre nel 1997 Riccardi aveva pubblicato con Guerini l’opera “Mediterraneo. Cristianesimo e Islam tra coabitazione e conflitto”. Nella sua bibliografia si trova, inoltre, un saggio dedicato al rapporto tra Pio XII e Alcide De Gasperi.

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