Abbiamo intervistato Alessandro Cattaneo, uno dei sindaci più giovani d’Italia, eletto a Pavia nel 2009 a soli 29 anni. Un caso unico per una città superiore ai 60.000 abitanti. Cattaneo spiega il suo modello di città dove la movida si coniuga a cultura e turismo e dove, soprattutto, le decisioni vengono prese in base al confronto con tutte le anime della città. Una posizione chiara e in contrapposizione alle recenti affermazioni di Beppe Grillo sulla movida di un’altra città universitaria, Parma.

Beppe Grillo contro la movida a Parma, che ne pensa?

“E’ una politica che non mi piace, soprattutto nei toni come sempre sensazionalistici e iperbolici usati da Grillo. Credo che amministrare i fenomeni di una città come può essere quello della movida notturna richieda ben altro approccio, partendo dal confronto e arrivando certamente alle decisioni, anche mediaticamente impopolari, ma basate su un iter più complesso della semplice sparata”.

A Pavia si sta attuando da alcuni anni una politica rivolta invece a rendere vivo il centro storico. Lei ha parlato di “modello Pavia”. Quali sono i risultati finora? Quali i progetti futuri?

“Pavia è una città medio-piccola con 70.000 abitanti e 25.000 studenti, quindi un contesto che riesce ad abbinare al meglio la vivibilità che difficilmente offrono le grandi aree metropolitane alle opportunità di svago. Io metto sempre al primo posto il metodo: a Pavia da tempo ci confrontiamo con tutte le parti in causa, ovvero giovani, residenti ed esercenti, cercando di svolgere un ruolo di mediazione e di far capire che solo remando tutti nella stessa direzione la città migliora. Dall’altra parte, è altrettanto vero, quando si verificano situazioni di inciviltà è necessario intervenire e lo facciamo puntualmente senza esitazioni: penso, per esempio, all’ordinanza con cui abbiamo vietato la vendita di bibite in contenitori di vetro dopo le 22, un provvedimento condiviso con gli operatori del settore, oppure ai tanti ed efficaci servizi di pattugliamento in borghese della Polizia Locale”.

Crede che movida sia per forza sinonimo di delinquenza, come afferma Grillo? Come coniugare divertimento a rispetto ed educazione dei luoghi e delle persone?

“Non scherziamo, mi pare che Grillo si stia confondendo come quando aveva affermato che la mafia tutto sommato non uccide… A parte la vena comica di Grillo, il problema non può essere affrontato solo da chi amministra, bensì affonda le sue radici per esempio nell’educazione di scuole e famiglie. Il confronto, ripeto, è la base, dopodiché tutti vanno messi nella condizione di agire bene e posso fare un esempio: se per le strade del centro storico non ci sono bidoni della spazzatura, è scorretto sanzionare un giovane che lascia una birra per terra, ma se come a Pavia vengono predisposti numerosi punti di raccolta proprio nelle serate della movida a quel punto non ci sono scusanti. In ogni caso qualsiasi provvedimento è più efficace se discusso e condiviso, mentre se calato dall’alto e non compreso non viene recepito nel modo giusto. E poi il buon senso, spesso lo strumento più efficace se messo in pratica da tutti: così l’esercente deve controllare che la propria clientela non adotti comportamenti che offendono il decoro e il giovane deve divertirsi senza perdere di vista le regole di convivenza civile”.

Pavia é la città più in crescita sul fronte turismo in Italia. Turismo, cultura e movida sono facce di una stessa medaglia?

“Certamente, anche perché a Pavia la movida non è soltanto quella comunemente intesa come alcol ed eccessi. A Pavia, tutte le sere, ci sono concerti, convegni, dibattiti, cineforum, eventi nei collegi universitari e altro ancora, quindi qui lo svago si coniuga nel migliore dei modi a cultura, socialità e scoperta”.

Se dovesse convincere le matricole che stanno per scegliere la loro sede universitaria a venire a Pavia, come presenterebbe loro la città?

“A Pavia si studia e si vive bene, è una città davvero costruita a misura d’uomo e di studente, bella, viva, tranquilla e nello stesso tempo ricca di sorprese, come per esempio poter incontrare il giovane sindaco in giro di sera insieme a tanti altri giovani a godersi  la propria città vivace e vissuta. E tutto questo è dimostrato dai tanti ex studenti ai quali Pavia rimane nel cuore o che, ed è molto frequente, decidono di stabilirsi proprio a Pavia”.

(intervista di Salvatore Primiceri per LaltraPagina.it)

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