Siamo finalmente al termine della “fase 1” dell’emergenza Coronavirus e al via libero per la graduale ripresa delle attività lavorative. Come più volte sottolineato in questi giorni, il lento ritorno alla normalità non potrà prescindere dall’adozione di adeguate misure di sicurezza all’interno di tutti i luoghi di lavoro.

Per venire incontro alle esigenze delle piccole e medie imprese, già provate dalle chiusure di marzo e aprile, il Governo ha già predisposto una serie di incentivi fiscali mirati proprio a ridurre il peso degli investimenti in sicurezza sui bilanci aziendali.

Quali sono le agevolazioni previste? E come accedervi? Di seguito riportiamo le indicazioni ad oggi disponibili.

Gli incentivi per la sanificazione di negozi, uffici e ambienti di lavoro

Tra le numerose voci del maxi Decreto Legge “Cura Italia” (ovvero del DL 17 marzo 2020 n. 18) rientrano anche gli incentivi del cosiddetto “bonus sanificazione”.

L’articolo 64 del DL “Credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro” sancisce la possibilità di accedere ad un credito di imposta pari al 50% per tutte le spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro.

L’incentivo è rivolto a tutti i “soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione” per un tetto di spesa massimo pari a 20.000 euro per il periodo d’imposta 2020. La somma complessiva stanziata dal Decreto Legge per coprire questo incentivo è pari a 50 milioni di euro e le agevolazioni fiscali rimarranno attive fino all’esaurimento di questa somma.

Rientrano nelle attività di sanificazione degli ambienti di lavoro tutti gli interventi mirati alla igienizzazione, disinfestazione e disinfezione di locali, apparecchiature e strumenti utilizzati dal personale e/o dalla clientela.

Tra i trattamenti di sanificazione ambientale rientrano varie tipologie di interventi (qui per alcuni esempi sulle principali modalità), ma rimane assodato l’obbligo di eseguire operazioni finalizzate non solo alla pulizia dei luoghi di lavoro, ma all’eliminazione di tutti gli agenti patogeni potenzialmente presenti su superfici, elementi di arredo e attrezzature.

Tra i requisiti certi per l’accesso al credito d’imposta del 50% per la sanificazione degli ambienti di lavoro, rientrano la scelta di imprese abilitate presso la Camera di Commercio per lo svolgimento di questa tipologia di interventi (codice: “imprese pulizia lettera E sanificazione” del DM 274/1997) e la conservazione di tutta la documentazione relativa alle attività eseguite (certificazione di salubrità degli ambienti, fatture, ecc.).

Gli incentivi per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuali e dei gel disinfettanti

Ulteriori agevolazioni per le aziende in relazione alla salubrità degli ambienti di lavoro sono state introdotte con il “Decreto Liquidità” (DL 8 aprile 2020, n. 23).

In particolare, è l’articolo 30 del decreto (Credito d’imposta per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro) ad estendere le agevolazioni viste in precedenza anche a tutte le spese sostenute per dotare l’azienda e i lavoratori di dispositivi di protezione individuale e di altri strumenti finalizzati a prevenire il contatto con agenti biologici patogeni.

In sostanza, le aziende possono beneficiare del credito d’imposta al 50% anche per l’acquisto di mascherine chirurgiche (FFP2 ed FFP3, qui per maggiori chiarimenti), guanti, occhiali protettivi e visiere, tute anti-contaminazione e calzari.

Non solo. Tra i dispositivi coperti dall’incentivo fiscale rientrano anche le attrezzature che permettono di limitare l’interazione tra dipendenti e pubblico, come ad esempio vetri e pannelli divisori in plexiglass o altri materiali.

Infine, rientrano del bonus sanificazione anche le spese sostenute per l’acquisto di gel e detergenti disinfettanti e dei dispositivi utili per la loro distribuzione.

Gli incentivi si intendono validi anche in questo caso per il periodo d’imposta 2020 e sempre per un tetto massimo, complessivo, pari a 20.000 euro per ciascun beneficiario.

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