Scatta la sanzione per Microsoft. Il Tribunale UE conferma l’abuso di posizione dominante

June 28, 2012   ·   0 Comments

Il Tribunale UE ha confermato la sanzione di 860 milioni di euro per abuso di posizione dominante a carico di Microsoft Corporation nella causa T‑167/08, sanzione già comminata nel 2004 dalla Commissione Europea (sebbene all’epoca ammontasse a 899 milioni di euro).

Secondo la decisione del 2004, la Microsoft avrebbe violato l’articolo 82 CE e l’articolo 54 dell’accordo SEE a causa di due abusi di posizione dominante, tra i quali il primo costituito dal fatto che la multinazionale dell’informatica si sarebbe rifiutata di fornire ai suoi concorrenti le «informazioni relative all’interoperabilità», ovvero, le specifiche esaustive ed esatte di tutti i protocolli utilizzati nei sistemi operativi Windows per server per gruppi di lavoro, dati necessari per fornire la condivisione di file e di stampanti, oltre che rifiutarsi di autorizzarne l’utilizzazione per lo sviluppo e la distribuzione di prodotti rivali sul mercato dei sistemi operativi, tutto questo durante il periodo compreso tra l’ottobre 1998 ed il 2004. La Commissione, in quell’occasione, aveva peraltro anche ordinato alla Microsoft di rendere accessibili le informazioni, permettendone l’uso ai competitor a condizioni eque.  Microsoft tuttavia non aveva adempiuto a quanto comminatogli con il provvedimento del 2004, per questo la Commissione aveva imposto una penalità di mora alla multinazionale, che aumentava la sanzione inflitta fino alla somma di 899 milioni di euro.

Miscrosoft aveva proposto ricorso davanti al Tribunale dell’UE, che oggi ha invece ribadito la violazione delle norme sulla concorrenza da parte della multinazionale dell’informatica ribadendo che compito dell’UE è quello di porsi l’obiettivo di “garantire che i concorrenti della Microsoft sviluppino, implementando le informazioni cui hanno avuto accesso, prodotti interoperanti con l’architettura di dominio Windows, che è integrata in modalità nativa nel prodotto dominante che costituisce il sistema operativo Windows per PC clienti e che possano in tal modo concorrere in modo economicamente sostenibile con i prodotti Microsoft per sistemi operativi per server per gruppi di lavoro”. Al riguardo, dice il Tribunale comunitario, occorre ricordare che, “affinché il rifiuto di un’impresa titolare di un diritto di autore di dare accesso ad un prodotto o un servizio indispensabile per esercitare una data attività possa essere qualificato abusivo, è sufficiente che siano presenti tre condizioni cumulative, e cioè che tale rifiuto costituisca ostacolo alla comparsa di un nuovo prodotto per il quale esiste una potenziale domanda dei consumatori, che sia ingiustificato e che sia idoneo a escludere qualsiasi concorrenza sul mercato derivato (sentenza della Corte del 29 aprile 2004, IMS Health, C‑418/01, Racc. pag.I‑5039, punto 38)”. Tre presupposti che lo stesso Tribunale ha evidenziato esistere a carico di Microsoft e che confermano il verificarsi a suo carico dell’abuso di posizione dominante.

Annalisa Spedicato

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