Per un critico piove anche a Roma
June 28, 2012 · 0 Comments
L’anonimo protagonista di Piove anche a Roma è un trentenne, uno dei tanti figli del finto benessere traditi da governi avidi e ipocritamente ottimisti, uno per cui il precariato non è soltanto la mancanza di un lavoro stabile ma è avere una vita totalmente priva di prospettive. Ma per tanti giovani come lui, privati della possibilità di costruirsi una carriera seppur laureati, non vi sono chance «in un mondo di tecnologie veloci e specialisti del nulla», se non call center e datori di lavoro che, furbescamente, hanno interpretato a loro favore la mobilità grazie a contratti capestro, lavori umilianti, sottopagati e, soprattutto, a breve scadenza.
E il giovane disoccupato, piuttosto che farsi umiliare nell’attesa che qualcuno gli fornisca un’opportunità decente, preferisce gironzolare per i cimiteri inventando destini, felici o infelici a seconda dell’umore della giornata, per tutti coloro che hanno raggiunto l’eterna dimora; è catartico tessere storie per coloro che hanno già segnato su una lapide il responso ineluttabile delle Parche, la certezza di un inizio e di una fine, per un ragazzo dal futuro così incerto da sembrargli proprio negato.
Adesso, poi, che la moneta unica e la crisi finanziaria hanno squarciato il velo che celava le illusorie conquiste sindacali delle vecchie generazioni, anche nella casa genitoriale, che il disilluso protagonista non è ancora riuscito ad abbandonare, si respira lo stesso smarrimento: la madre casalinga, imbruttita dalle rinunce, ciondola davanti al televisore intenta a rincitrullirsi di reality show, mentre il padre, un ex operaio della Fiat amareggiato per l’improvviso rincaro della vita, occupa il suo tempo commiserandosi per la misera pensione ottenuta dopo lunghi anni spesi in fabbrica.
Ed è al cimitero, e dopo nella propria casa – assurti nel romanzo a nonluoghi, a simboli della sconfitta del proletariato e della classe media – che il giovane incontra prima la misteriosa Ivana, un’affascinante signora con un passato nella lotta armata alle spalle che gli ha valso ventitré anni di prigione, e poi Alexandra, una bella ungherese alla quale i suoi genitori, allettati dai facili e generosi guadagni che possano risollevare il tenore economico della famiglia, affittano ad ore la propria camera da letto, affinché possa esercitare il mestiere più antico del mondo con una clientela altolocata in quella abitazione situata, ironia della sorte, nello storico quartiere operaio torinese.
Se l’ex terrorista e la prostituta ungherese, spiegandogli gli errori del passato e le contraddizioni del presente, lo aiuteranno a trovare il coraggio per affrontare l’avvenire, sarà una lungimirante azienda, quasi un terzo spirito del natale di dickensiana memoria, ad offrire al ragazzo una via che possa garantirgli un futuro migliore.
Sergio Pent, critico de «La Stampa», con il meraviglioso romanzo Piove anche a Roma, edito da Aliberti, esplora temi di attualità scottanti – l’immobilismo, il precariato, la disoccupazione giovanile, il nuovo volto della povertà – mostrandoci uno spaccato dell’odierna società italiana nel modo più efficace, il solo che la narrativa conosca, facendoci vivere una grande storia.
Sergio Pent
Piove anche a Roma
Aliberti editore
pp. 249, € 16
Guglielmo Paradiso
By admin
Tags: aliberti editore, libri, piove anche a roma, sergio pent
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