Description

Seduzione, femminilità e false attese: un seno più grande non è solo per estetica

May 26, 2012   ·   0 Comments

Nella tavola rotonda dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica – AICPE con la sessuologa Francesca Romana Tiberi, la chirurga plastica Egle Muti, la trans Daniela Pompili e la soubrette Carmen Russo, la sicurezza resta al centro dell’intervento estetico più richiesto.

Parte del corpo alla quale molte donne dedicano una maggiore attenzione, il seno è simbolo per antonomasia di femminilità. Ma un seno più abbondante non è per tutte. Questo quanto emerso dalla tavola rotonda organizzata dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica – AICPE dal titolo “L’importanza del seno per la donna: femminilità, sessualità, funzione e successo professionale” che si è svolta ieri sera a Salò (Brescia) e ha visto gli interventi di Francesca Romana Tiberi, psicologa e sessuologa, presidente ASPRI (Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Relazionale), Egle Muti, celebre chirurga plastica, ideatrice di particolari tecniche per correggere gravi difetti congeniti delle mammelle; Daniela Pompili rappresentante del Movimento Identità Transessuale, la soubrette Carmen Russo e coordinata da Chiara Botti, chirurgo plastico.
Due i dati di partenza: innanzitutto, «l’aumento del seno è l’intervento estetico maggiormente richiesto e praticato in Italia», ha ricordato il presidente di AICPE, Giovanni Botti, in apertura dell’incontro. In secondo luogo, il seno ha perso nel tempo l’immagine associata alla sua principale funzione, l’allattamento, in favore della seduttività. «Ma, una mammella che allatta o ha allattato può risultare anche solo per questo seducente e le donne dovrebbero esserne consapevoli sentendosi in questo realizzate. Non v’è quindi contraddizione o antitesi fra allattamento e funzione erotica», ha detto Francesca Romana Tiberi. Avere belle forme e un decolleté prosperoso è visto come elemento di affermazione personale. Ma non è l’unico. «È fondamentale che alla femminilità esteriore corrisponda un comportamento femminile», ha proseguito la sessuologa. Inoltre, «occorre analizzare le aspettative reali di chi vuole una “maggiorazione” per riconoscere le false attese, quali ad esempio il perseguimento, attraverso l’intervento, del successo in ambito lavorativo, sociale o familiare».
Carmen Russo, nota soubrette, ha lanciato negli anni 80 la figura della “maggiorata” nel mondo dello spettacolo. «Ma quando si è riconosciuti solo per le proprie forme è difficile essere apprezzata per un talento», ha detto la ballerina intervenuta alla tavola rotonda. «Questa esigenza mi ha spinta caparbiamente ad un continuo sacrificio ed impegno nella danza per impormi, per spostare gli occhi di chi mi guardava dal seno alla mia bravura». Ha proseguito: «Non è facile avere un grosso seno: all’armonia esteriore deve corrispondere un’armonia interiore». La fisicità però può aiutare. Ha ricordato Daniela Pompili rappresentante del Movimento Identità Transessuale: «Una transessuale è dotata di sensibilità sessuale particolarmente spiccata e la presenza di un seno rappresenta un elemento fondamentale ed un requisito necessario per l’identificazione personale. Il seno, nel mio sentire, non rappresenta meramente un attributo seduttivo, ma un elemento essenziale alla traduzione fisica del vissuto interiore».
Davanti alla volontà di avere forme più marcate, resta la necessità di capire come questo sia possibile. «La mastoplastica additiva può essere eseguita con l’utilizzo di protesi o, in casi più particolari, attraverso ripetuti interventi di trapianto di grasso», ha affermato Egle Muti, chirurgo plastico. Quale la taglia cui aspirare? «È fondamentale che il chirurgo sia in grado di interpretare i veri desideri e le profonde motivazioni che spingono una donna alla richiesta di una mastoplastica». E, in alcuni casi, le richieste posso essere «incongrue». Fondamentale resta il tema della sicurezza dell’intervento chirurgico. Ha ricordato Muti: «L’incidenza delle complicanze è direttamente proporzionale alle dimensione delle protesi impiantate e complicanze. Fortunatamente le complicanze da mastoplastica additiva con protesi sono locali e risolvibili». Se si parla di sicurezza, un elemento di garanzia è anche il costo. «I bassi costi in chirurgia estetica non possono coniugarsi con la qualità», ha sottolineato Chiara Botti, chirurgo plastico. «L’esperienza degli operatori ha un costo, così come una sala operatoria ben attrezzata, un’assistenza continua e l’utilizzo di materiali certificati».

AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica, la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Pur essendo una novità per il nostro Paese, non lo è affatto in molte altre nazioni europee e non, dove esistono da tempo associazioni che raccolgono tutti coloro che si interessano di chirurgia estetica. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre un centinaio di chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Caratteristiche dell’associazione sono avere come associati solo professionisti, specialisti in chirurgia plastica, che hanno come attività principale la chirurgia a fine estetico e la rigida adesione a un codice etico e di comportamento da seguire non solo quando si indossa il camice, ma in tutti i momenti della vita. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica; elaborando linee guida condivise. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

By admin

Tags: ,

Comments Closed


Readers Comments (0)


Sorry, comments are closed on this post.