Grillo contro i sindaci premier: “Renzi non dovrebbe avere il tempo nemmeno di andare al cesso”

August 31, 2012   ·   0 Comments

“Chi amministra città complesse come Firenze, non dovrebbe avere il tempo nemmeno di andare al cesso”, tuona così Beppe Grillo contro i cosiddetti “Sindaci Multicolor”, ovvero amministratori locali con ambizioni da premier.

Grillo ritiene una vera e propria “presa per il culo” il fatto che una persona si faccia eleggere a sindaco della propria città per poi iniziare il giorno dopo a pensare alla propria carriera politica e candidarsi al Parlamento. I comuni diventano così trampolini di lancio per sindaci aspiranti premier. I sindaci, invece, dovrebbero occuparsi della città fino alla fine del mandato.

Il riferimento principale é a Matteo Renzi, sindaco di Firenze, ma Grillo tira in ballo anche De Magistris (sindaco di Napoli) e Pisapia (sindaco di Milano).

Parlando di sindaci, Grillo ha lasciato fuori Vendola (governatore della Puglia), da molto tempo impegnato più a preparare la sua discesa in campo nazionale che occuparsi della sua regione (che per giunta descrive come un Eden e tempo fa parlava di grandi miglioramenti nella qualità dell’aria di Taranto…).

Grillo spiega che alla fine del 2011 la classifica delle città più indebitate vedeva al primo posto Milano con 3.931 milioni di euro (avete letto bene, quasi QUATTRO MILIARDI DI EURO), quindi Torino con 3.200, Napoli 1.589, Genova 1.328, Roma 1.149, Catania 522, Firenze 495, Verona 409 e Palermo 338. Un qualunque sindaco sotto il peso di questi debiti, come un buon padre di famiglia, non dovrebbe dormire di notte. Quando il debito di un’amministrazione cresce, aumentano le tasse comunali e le tariffe delle municipalizzate, come i trasporti pubblici a Milano, e diminuiscono i servizi ai cittadini. Un Comune può avvitarsi, finire in bancarotta e commissariato come Parma e recentemente Alessandria. Potrebbe succedere nel 2013 alle città più indebitate.

L’unica risorsa prima del crack è vendere i beni del Comune (o meglio dei cittadini) all’asta, come avviene a Torino. Eletto lo sindaco, gabbato lo santo. Se un’azienda va in bancarotta, il titolare finisce in galera. Se un Comune va in bancarotta, il sindaco finisce in Parlamento e, magari, diventa pure ministro.

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